Nonostante le notti insonni, la negazione dell’elementare diritto al riposo, il tappeto di bottiglie (da questo week end solo di plastica), l’urina lasciata dappertutto. gli urli e la grida fino all’alba i residenti non hanno ragione.
E’ il sindaco Dario Nardella a farlo capire chiedendo ai residenti che devono sopportare tutto questo e anzi, non devono creare tensioni. retti che devono sopportare tutto questo e anzi, non devono creare tensioni.
Il livello dello scontro si alza. I residenti che oltre a tutto questo hanno dovuto sopportare il proliferare dei tavolini dopo il blocco – non ci sarebbe niente di male se alla sottrazione di ulteriori posti per i residenti trovasse soluzioni di compensazione – adesso si sentono anche rispondendo così nel Sindaco.
Dario Nardella lancia un appello, “una preghiera che faccio ai residenti del centro storico di non aprire uno scontro sociale, non aumentare la tensione che già esiste in città. II momento è difficile, una situazione drammatica che sta vivendo migliaia di attività, Chiedo a chi abita nel centro di fare uno sforzo, guardare tutta la città, non solo ai propri interessi. Ma dare una mano.
In poche parole Nardella con una mano condanna chi non rispetta le regole, ma con l’altra difende i locali e fa un appello ai residenti affinchè non si alimenti un clima di tensione generalizzato contro i locali all’aperto.
Un complicato gioco di equilibrio quello del Sindaco. Accontentare tutti per scontentare tutti?
E’ vero che dopo tre mesi di morte sociale i giovani hanno il diritto a divertirsi ma è su come che ci sono delle perplessità. “Servono regole” dice il Sindaco ed è proprio qui il problema. Le regole che ai giovani della movida fiorentina proprio non piacciono.
L’educazione civica e il rispetto sembrano parole relegate solo nei dizionari e la sensazione brutta è che le parole del Sindaco possano avere un effetto opposto di quello sperato.






