Non ci siamo. Passato oltre un mese dalla tragedia di Niccolò in Piazza Brunelleschi l’argomento buche che riempiva paginate di giornali è improvvisamente scomparso dalla cronaca.
Cos’è cambiato? All’improvviso tutte le strade e i marciapiedi di Firenze sono diventati perfetti? Pensiamo proprio di no e dopo tante segnalazioni abbiamo voluto fare un sopralluogo con risultati sconfortanti.
Il marciapiede del lungarno del Tempio, rattoppato qua e la di bitume fresco, al nostro passaggio si sbriciolava sotto i nostri piedi ma abbiamo pensato di essere stati solo sfortunati e siamo andati avanti, attraversando il ponte da Verrazzano.







Qui la sorpresa è stato lungarno Cellini dove, in un tratto di marciapiede particolarmente sconnesso abbiamo trovato una serie di “pezze” e “toppe” davvero curiose. L’effetto d’insieme del marciapiede è a pois. Chiaro che quel tratto richieda più che delle toppe una bella riasfaltatura generale ma nel frattempo ci potremmo anche accontentare se non fosse che, appena messo il piede sopra, tutto si è sciolto sotto lo stesso come se si trattasse di sabbie mobili.
Bitume inesistente fatto di sabbia e brecciolino buono solo per scivolarci sopra. La cosa più sorprendete è poi la strana virata del colore di quel bitume nei cui componenti a giudicar dai piccoli sassolini bianchi che si alternano a quelli scuri pare esserci lettiera per animali.
Qualcosa non quadra. Siamo sicuri che il gestore stia lavorando al meglio? Non siamo tecnici e non azzardiamo risposte, ma di certo abbiamo la realtà. E quella non ci piace.












