Firenze Q4

Scontro nel Quartiere 4: FdI accusa la presidenza sulla mozione per i fatti di Torino

La capogruppo Delia Fedele denuncia il mancato riconoscimento del lavoro svolto in commissione e punta il dito contro il Presidente Dormentoni per la gestione del dibattito in aula.

Delia Fedele, capogruppo FdI quartiere 4

Si accende il clima politico all’interno del Consiglio del Quartiere 4 di Firenze. Al centro della disputa vi è una mozione presentata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Delia Fedele, riguardante i recenti e gravi episodi legati al centro sociale Askatasuna di Torino. Quello che doveva essere un percorso di mediazione per giungere a un segnale istituzionale condiviso si è trasformato in un duro scontro frontale tra opposizione e presidenza.

Secondo quanto ricostruito dalla consigliera Fedele, l’obiettivo iniziale era quello di presentare un testo unitario, frutto di un serio lavoro di mediazione svolto nelle sedi opportune. La gravità degli eventi di Torino aveva spinto l’esponente del centrodestra a cercare una convergenza con la maggioranza per un voto all’unanimità, superando la consuetudine di trattare esclusivamente tematiche strettamente legate al territorio del quartiere. Tuttavia, la discussione in aula avrebbe preso una piega inaspettata quando il Presidente del Quartiere 4, Mirko Dormentoni, ha dichiarato l’assenza di una conclusione condivisa sugli emendamenti, di fatto invalidando il percorso intrapreso in commissione.

La reazione di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere, ponendo l’accento sul valore e sul senso stesso delle commissioni consiliari. La capogruppo ha espresso forti dubbi sulla funzione di questi organismi se il lavoro svolto dai consiglieri con responsabilità e rispetto delle istituzioni viene poi ribaltato senza un confronto preventivo in fase di Consiglio. Per la Fedele, non si tratta di una questione di rimborsi o formalità, ma di un impegno politico che merita trasparenza e riconoscimento.

Il momento di massima tensione è giunto durante il dibattito, quando è stato chiesto alla consigliera se intendesse riportare l’atto in commissione per una nuova istruttoria. Di fronte alla richiesta di una risposta univoca e senza condizioni, la capogruppo ha opposto un netto rifiuto, sottolineando come il clima di incertezza e la mancanza di garanzie sul rispetto del lavoro istituzionale abbiano reso impossibile proseguire su quella strada. La vicenda lascia ora aperti numerosi interrogativi sulla trasparenza dei processi decisionali all’interno del Quartiere 4 e sul rapporto tra le diverse forze politiche in campo.

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