Firenze e Provincia

Referendum sulle ‘trivelle’. Nato il comitato in Valdisieve

Nella giornata di ieri (giovedì 24 marzo) è stato costituito il Comitato Referendario della Valdisieve “ Vota Si per fermare le trivelle ”, in coordinamento con il Comitato Nazionale promotore del referendum abrogativo della legge sulle trivellazioni nei nostri mari. Mancando una ventina di giorni al voto, molto probabilmente non tutti sono correttamente e completamente informate. In molti non sapranno neanche che la totalità del paese è chiamata al voto il domeica17 aprile 2016 per decidere se dovrà essere, o meno, abrogato l’articolo 6 comma 17 del Codice dell’Ambiente. Il comitato non nasconde il forte timore che si voglia impedire agli italiani di essere informati adeguatamente sulle ragioni del referendum, con l’intento di favorire il mancato raggiungimento del quorum, rendendo di fatto nulla la consultazione stessa. Nella viva speranza che ciò non accada, il Comitato Promotore reputa “abbacinante” – nel senso di accecante, distorsiva, sbalorditiva – ed alquanto inopportuna la posizione assunta delle forze di maggioranza di governo che propongono al proprio elettorato di astenersi dalla votazione. Tale posizione mal cela l’obiettivo del mancato raggiungimento del quorum, unica possibilità per battere il “si” (vittoria del Sì che potrebbe verificarsi se il referendum sarà reso valido dall’affluenza del cinquanta per cento più uno degli italiani). Ma cosa chiede il referendum? Nello specifico si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre fonti combustibili fossili, come il petrolio, ma anche gas, entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Nonostante, infatti, le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro questa soglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più una scadenza certa. Per il comitato promotore è di primaria necessità il ridurre drasticamente l’utilizzo di fonti combustibili fossili altamente inquinanti fino alla soglia “zero”, cercando di deviare la produzione energetica su fonti rinnovabili ed ecosostenibili. Se vincesse il “si” le attività delle compagnie petrolifere andranno progressivamente a cessare, secondo una scadenza naturale fissata al momento del rilascio delle concessioni. Oltretutto trattandosi di trivellazioni offshore – in mare aperto – pertanto meno facilmente controllabili, è ancora più difficile escludere al cento per cento la possibilità di malfunzionamenti, o peggio, incidenti. Seppur sempre gravissimi ovunque, in un mare chiuso come il Mediterraneo, un disastro petrolifero causerebbe danni molto probabilmente irreversibili ed irreparabili per l’ambiente. Secondo il comitato – quotidianamente sia i media generalisti che i partiti politici parteggiano per l’astensione o il “no” al voto – cercando argomentazioni economiche a sostegno della loro tesicome la questione della perdita dei posti di lavoro nei settori connessi alle attività estrattive. Niente di più falso – secondo i Promotori, poiché le concessioni in vigore saranno portate fino alla scadenza, lasciando tutto il tempo necessario al passaggio dal modello industriale attuale del nostro paese, alla riconversione su di un modello di sostentamento energetico basano su fonti completamente rinnovabili. Basta volerlo (ipse dixit). E ricordano anche che in Italia i petrolieri pagano allo Stato delle royalties – diritti sulle estrazioni – tra le più basse al mondo, per un ammontare di appena il 7% del valore nominale del ricavato dall’estratto. E’ evidente che il guadagnano per i petrolieri è molto rilevante – ci guadagnano solo loro – affermano sempre i Promo “si. “Per una quota di greggio estratto di poche gocce e per giunta di scarsa qualità – affermano –  viene messa in pericolo la salute della popolazione, delle nostre coste, della fauna, oltre alle attività produttive connesse a questo patrimonio naturale come il turismo o la pesca sostenibile”. Per questi motivi, e non solo, lanciano un appello affinché il maggior numero possibile della popolazione italiana si possa esprimere direttamente su temi di tale e vitale importanza. Ed auspicano consistenti quote di partecipazione da parte della società civile, in ciascuna delle sue unità, “per consentire a tutti di essere informati e di decidere democraticamente quale futuro energetico garantire al nostro Paese rispettando il mare, la salute pubblica e l’ambiente – conclude il Comitato Referendario della Valdisieve “ Vota Si per fermare le trivelle ”. Comitato Referendario della Valdisieve “ Vota SI per fermare le trivelle ” tel. 3284262400 ; web: www.fermaletrivelle.it ; e-mail: fermaletrivelle@gmail.com ; Facebook: https://www.facebook.com/events/5081412993712

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