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Alpi Apuane, scatta il ricorso contro la riapertura della cava a Vagli di Sotto: i dettagli a Palazzo Vecchio

L'associazione Apuane Libere e il Coordinamento Ambientalista presentano l'azione legale presso il Tribunale Amministrativo della Toscana contro la decisione del Parco Regionale.

Cave di marmo

La tutela del patrimonio naturale delle Alpi Apuane torna al centro del dibattito politico e giudiziario toscano. Mercoledì 11 marzo, presso la Sala Macconi di Palazzo Vecchio a Firenze, si terrà un’importante conferenza stampa convocata per illustrare le ragioni del ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana. Al centro della disputa legale si trova la controversa decisione del Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane di autorizzare la riapertura di un sito estrattivo situato nel Comune di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca.

L’area interessata dal provvedimento risulta chiusa da oltre sessant’anni e, secondo quanto riferito dalle sigle ambientaliste, ha attraversato nel corso dei decenni un profondo processo di rinaturalizzazione che l’ha resa parte integrante dell’ecosistema protetto. L’iniziativa legale mira dunque a bloccare quella che viene definita come una ferita evitabile in un contesto ormai restituito alla biodiversità.

L’incontro con la stampa, fissato per le ore 12:30 nel cuore della sede istituzionale fiorentina, vedrà la partecipazione di figure chiave del fronte ecologista regionale. Interverranno Gianluca Briccolani, presidente dell’associazione Apuane Libere che ha promosso il ricorso, e l’avvocato Marco Grondacci, esperto di diritto ambientale e consulente incaricato della stesura del documento legale. A completare il quadro degli interventi sarà Marco Mangeruca, portavoce del Coordinamento Ambientalista Apuo-Versiliese, che offrirà una panoramica sulle implicazioni territoriali e ambientali di questa scelta amministrativa.

L’evento rappresenta un passaggio cruciale per la salvaguardia del territorio apuano, portando la voce dei comitati locali direttamente nel capoluogo toscano per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla gestione dei siti estrattivi all’interno delle aree protette della regione.

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