Il disallineamento contabile tra il Comune di Firenze e Plures S.p.A. supera i 30 milioni di euro e, secondo quanto denunciato dal comitato intercomunale Open Multiutility, non rappresenterebbe un caso isolato. Criticità analoghe, seppure con importi differenti, sarebbero presenti anche nei bilanci di altri Comuni dell’ATO Toscana Centro, tra cui Prato, Scandicci e Sesto Fiorentino.
La questione è stata sollevata durante una conferenza stampa a Palazzo Vecchio da Paolo Bambagioni, della Lista Schmidt e presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze, insieme a Maria Luisa Di Palo, rappresentante civica a Scandicci, Daniele Brunori di Via Nova a Sesto Fiorentino e Silvia Castellani di Fratelli d’Italia, consigliera a Barberino di Mugello e nell’Unione dei Comuni.
Bambagioni ha denunciato presunte criticità nella gestione e nelle procedure contabili della società, spiegando che il comitato ha già scritto ai sindaci, ai revisori dei conti e a Plures per ottenere chiarimenti ufficiali. Secondo il consigliere, le risposte attese non sarebbero ancora arrivate. La preoccupazione riguarda soprattutto le possibili conseguenze sui bilanci pubblici e sulle tariffe pagate dai cittadini.
«Per Firenze il disallineamento è di oltre 30 milioni di euro, ma non è solo un errore contabile», ha affermato Bambagioni, sottolineando la necessità che Plures sia gestita con criteri di efficienza e trasparenza. Il rinnovo dei vertici societari, secondo il consigliere, dovrebbe rappresentare un’occasione per migliorare il servizio e contenere i costi.
Al momento, stando a quanto riferito dal comitato, l’unico riscontro sarebbe arrivato da ATO Toscana Centro, che ha dichiarato di non avere competenze per verificare le modalità di gestione di questi dati nei bilanci dei Comuni e di Plures. Resterebbero invece senza risposta le richieste rivolte al Comune di Firenze e alla società.
A Scandicci, Maria Luisa Di Palo ha indicato in 9,5 milioni di euro il debito nei confronti di Alia al 2025. La consigliera ha riferito che il Comune avrebbe dichiarato di non disporre delle informazioni necessarie a ricostruire la formazione dell’importo. Ha inoltre richiamato l’aumento della tariffa sui rifiuti, arrivata quest’anno al tetto massimo.
Per Sesto Fiorentino, Daniele Brunori ha quantificato il disallineamento in cinque milioni di euro negli ultimi cinque anni, di cui 2,5 milioni nell’ultimo anno. Nel suo intervento ha affrontato anche il tema degli impianti di trattamento e smaltimento, criticando le scelte politiche e richiamando, sulla base della propria visita all’impianto di Montespertoli, il dato secondo cui il 40% della frazione organica finirebbe in discarica. Brunori ha sostenuto che la gestione dei rifiuti debba essere affrontata con pragmatismo, considerando l’impatto delle scelte impiantistiche sui costi finali.
Dal Mugello, Silvia Castellani ha evidenziato la necessità di evitare che le anomalie contabili possano tradursi in problemi economici per famiglie e attività produttive.
La richiesta conclusiva di Open Multiutility è una risposta ufficiale, pubblica e asseverata da parte di Plures, dei sindaci soci e dei collegi dei revisori. Il comitato sollecita in particolare una tabella comparativa di debiti e crediti relativa al periodo 2020-2025 e chiarimenti sulle eventuali ricadute tariffarie. L’obiettivo dichiarato è ottenere un quadro verificabile della situazione contabile e comprendere quali conseguenze possa avere sui cittadini.






