Firenze

Rincaro del gasolio mette a rischio le imprese di trasporto, CNA Fita Toscana chiede interventi urgenti

Secondo l’associazione di categoria, è inaccettabile che gli aumenti dei prezzi siano imputati a scorte acquistate e raffinate mesi fa, evidenziando la...

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L’esplosione del conflitto in Iran ha generato un immediato e significativo aumento dei prezzi dei carburanti, con gravi ripercussioni sulle imprese di trasporto della Toscana. In pochi giorni, i rincari hanno comportato un aggravio di costi di migliaia di euro per i mezzi pesanti, mentre lo scenario internazionale incerto lascia presagire ulteriori pressioni sui prezzi. La CNA Fita Toscana ha chiesto al Governo l’adozione di un credito d’imposta straordinario per il settore, al fine di fornire un sostegno immediato alle imprese indipendentemente dalla classe ambientale o dalla massa dei veicoli, estendendo la misura a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione.

Secondo l’associazione di categoria, è inaccettabile che gli aumenti dei prezzi siano imputati a scorte acquistate e raffinate mesi fa, evidenziando la necessità di interventi rapidi per calmierare i costi alla pompa. Particolarmente critico è il sistema di rimborso delle accise per le imprese con mezzi oltre i 75 quintali, che prevede compensazioni trimestrali, percepite con mesi di ritardo. Un incremento di 20 centesimi al litro sul gasolio può tradursi in un aggravio annuo di circa 6.000 euro per camion, prima dell’effettiva compensazione da parte dello Stato, situazione che CNA Fita richiede da tempo di risolvere attraverso una compensazione automatica al momento della richiesta.

Mirko Portolano, presidente di Fita Trasporto Merci CNA Toscana, ha sottolineato come l’attuale aumento sia legato più a speculazioni sul mercato che agli eventi bellici: “I depositi di carburante utilizzati oggi sono stati riempiti settimane fa, quindi l’aumento dei prezzi precede il conflitto. Stiamo ricevendo numerose segnalazioni di operatori esasperati: il Governo deve intervenire per garantire controlli e monitoraggio sui prezzi, evitando manovre speculative che ricadono poi sui cittadini, aggravando l’inflazione”.

Anche il settore NCC Bus è colpito dagli aumenti, come evidenziato da Pasquale Scalesia, presidente NCC Bus CNA Fita Toscana: “L’aumento del gasolio penalizza la nostra attività in un periodo delicato, con contratti già stipulati per la stagione turistica. Chiediamo misure statali, in particolare su IVA e accise, per tutelare il lavoro e garantire la continuità dei servizi turistici”.

L’appello dell’associazione evidenzia quindi la necessità di interventi urgenti a tutela delle imprese di trasporto, indispensabili per contenere l’impatto dei rincari sul settore e sulla filiera economica più ampia, evitando ulteriori ricadute sui consumatori.

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