Una riserva naturale di 36mila ettari divisi equamente tra Toscana e Emilia Romagna. Un tesoro di biodiversità forestali (ne conta più di 50 specie) unico in Europa che in autunno crea una scenografia dalle tinte rosse, arancio e gialle che incanta visitatori e chi ha assistito ogni anno a quella trasformazione.
Basterebbe questo paesaggio a spiegare perché è nata l’iniziativa “Apri le porte, entra nel Parco” presentata nei giorni scorsi alla Biblioteca delle Oblate. Ma la verità è che il Parco Naturale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è molto di più. Il “nostro” versante, quello fiorentino, comprende le cittadine di San Godenzo e Londa, le quali sono in prima linea per istaurare una collaborazione con l’ente parco per promuovere percorsi eco-turismo degni di Firenze. E dal brulicante calendario per i mesi estivi fino ad ottobre sembrano non essere solo buone intenzioni: Sagre, Feste, Percorsi e Rievocazioni saranno all’ordine del giorno.
“La riserva possiede delle potenzialità uniche nel panorama italiano – spiega Luca Santini, nuovo presidente dell’Ente – il Parco si forma nell’incontro tra il clima mediterraneo e quello alpino, determinando una grande biodiversità sia animale che vegetale perché per alcune specie è il limite nord e per altre il limite sud entro il quale spingersi”.
Al suo interno trovano dimora anche due centri religiosi (a Camaldoli quello Benedettino e a La Verna quello Francescano) e il valore (laico) di questi due centri sta nell’osservare come abbiano interagito con la natura modificando l’aspetto naturale o salvaguardandolo.


Quelle sono le foreste percorse dal Ghibellino in fuga per Ravenna e che risuonarono nella mente agitata di Dino Campana. Le stesse che sono rimaste negli occhi al Vasari, a Piero della Francesca, a Michelangelo e che hanno il merito di aver ispirato il Rinascimento ma che oggi non trovano il riconoscimento dovuto né l’impegno per trovare percorsi prioritari per avvicinare i turisti. L’area fiorentina all’interno del Parco è la minore ma “le porte del parco hanno il vantaggio di affacciarsi sulla Città, e ciò da un punto di vista promozionale e turistico è fondamentale”. E, come fa notare il Presidente, la cittadina ha un bisogno strutturale che non è più possibile ignorare “un flusso turistico importante che ha bisogno di vie di fuga”.
Il sovraffollamento turistico è una condizione perenne, oramai da anni la città è costretta a mutare in relazione a questa economia che continua ad essere la causa principale del progressivo spopolamento verso la periferia.
In completo accordo con la prospettiva dell’Ente Parco anche i sindaci di Londa e San Godenzo. “A pochi km da Firenze si trova un territorio unico che va valorizzato- commenta il Sindaco di Londa Alessandro Murras- infatti stiamo lavorando con l’Ente e la Provincia per mettere delle navette che facilitino il flusso turistico”. Per il Sindaco di San Godenzo Alessandro Manni, il ruolo del parco per rilanciare l’economia locale è fondamentale “riveste una delle ultime speranze per rilanciare l’economia locale dei nostri territori. Il parco deve essere un volano per nuove attività e iniziative per attirare nuovi investimenti e incentivare il lavoro dei ragazzi che hanno deciso di viverci”.
Recentemente ha avuto il riconoscimento della Carta Europea Turismo Sostenibile (CETS) che ha permesso ai produttori agricoli e caseari del Parco di ottenere il marchio d’origine. I produttori malgrado le difficoltà legate alla stagionalità, si dicono soddisfatti e ci tengono nell’evidenziare come l’importanza stia nel “divulgare la qualità e unicità del prodotto”. Un passo in avanti per rimettere in moto un’economia “in ginocchio” ma che possiede tutti gli strumenti per ripartire se valorizzata ascoltando il territorio.






