Firenze Q1

San Jacopino, nuove spaccate. “Quartiere sempre più insicuro”

Negli ultimi giorni sarebbero state due le attività colpite: una spaccata avvenuta venerdì scorso in piazza San Jacopino e un nuovo episodio nella...

San jacopino

Torna a salire la tensione nel quartiere di San Jacopino, a Firenze, dove nelle ultime settimane si sono registrati nuovi episodi di danneggiamenti ai danni di attività commerciali. A denunciarlo è il Comitato Cittadini Attivi San Jacopino, che parla di una situazione ormai esasperante e chiede interventi urgenti alle istituzioni.

Negli ultimi giorni sarebbero state due le attività colpite: una spaccata avvenuta venerdì scorso in piazza San Jacopino e un nuovo episodio nella serata di ieri, intorno alle 22.30, ai danni del salone di Gino De Stefano in via del Ponte alle Mosse, già preso di mira in passato.

Secondo quanto riferito dal commerciante, il responsabile avrebbe agito da solo, probabilmente approfittando della presenza di un cantiere proprio davanti al negozio. L’uomo avrebbe forzato in più punti la porta d’ingresso con un grosso cacciavite, rompendo anche il vetro. Nonostante l’attivazione dell’allarme, sarebbe riuscito a entrare e a mettere a soqquadro il locale in pochi minuti, presumibilmente alla ricerca di denaro contante, che però non era presente in cassa.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, insieme al reparto della scientifica per i rilievi del caso. Al momento il responsabile avrebbe fatto perdere le proprie tracce.

“Non si può continuare a lavorare in queste condizioni – afferma il commerciante –. La mia commessa è spesso sola nel negozio e non siamo tranquilli. Questa volta è successo di sera, non a notte fonda: significa che mancano controlli e presenza sul territorio”.

Il Comitato rinnova l’appello a prefettura, forze dell’ordine e amministrazione comunale affinché vengano intensificati i controlli e adottate misure concrete per contrastare il fenomeno delle spaccate. “Il quartiere – concludono – sta diventando uno dei più insicuri della città. Chiediamo un aiuto concreto per tutelare chi vive e lavora qui ogni giorno”.

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