Dopo una fase sperimentale durata un anno, i Punti di intervento rapido (Pir) entrano a pieno regime nella rete sanitaria della Toscana centro, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza territoriale e ridurre la pressione sui pronto soccorso. Il modello, già testato in alcune Case di comunità tra Firenze, Prato, Pistoia e Vinci, viene ora esteso su scala più ampia, coinvolgendo un totale di 28 strutture distribuite tra Firenze, Empoli, Prato, Pistoia e la Valdinievole.
I Pir rappresentano ambulatori di continuità assistenziale avanzata, pensati per gestire le cosiddette “urgenze minori”, ovvero situazioni cliniche che richiedono una risposta tempestiva ma non tale da giustificare il ricorso al pronto soccorso. All’interno di queste strutture è possibile accedere a prestazioni diagnostiche di primo livello, come elettrocardiogrammi con tele-refertazione, ecografie, esami del sangue rapidi e piccoli interventi ambulatoriali, tra cui suture e medicazioni complesse.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di riorganizzazione della sanità territoriale, che mira a portare i servizi sanitari più vicino ai cittadini, favorendo una presa in carico rapida e appropriata dei bisogni di salute. I Pir operano in stretta integrazione con medici di medicina generale, pediatri e strutture ospedaliere, configurandosi come un nodo centrale nella rete assistenziale.
L’accesso al servizio avviene principalmente tramite il numero europeo 116117, che consente di orientare il cittadino verso la struttura più adeguata in base alla tipologia di bisogno. È inoltre possibile accedere su indicazione del proprio medico o, in alcuni casi, direttamente, durante le fasce orarie diurne nei giorni feriali.
I risultati della fase sperimentale hanno evidenziato un elevato gradimento da parte degli utenti e una significativa efficacia nel decongestionare i pronto soccorso, migliorando i tempi di risposta e la qualità dell’assistenza. L’estensione dei Pir rappresenta quindi un passo importante verso un modello sanitario più efficiente, accessibile e centrato sulla prossimità, in cui il tempo del paziente e la continuità delle cure assumono un ruolo prioritario.






