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#SavetheEVS. Una petizione per salvare il Servizio Volontario Europeo

#savetheEVS

Una proposta della Commissione Europea sarà presto discussa dal Parlamento Europeo e se approvata, significherà la fine del Servizio Volontariato Europeo così come lo conosciamo. La proposta taglierà i fondi disponibili per ogni volontario, ed eliminerà le organizzazioni che si occupano dell’invio, del supporto e del coordinamento dei volontari.

La Rete Italiana di Volontariato Europeo – RIVE, ha indetto la campagna #SavetheEVS e ha aperto una petizione a difesa del Servizio Volontario Europeo, supportata già da oltre 150 organizzazioni non profit in tutta Europa che operano nel settore. Per supportare questa iniziativa, qui è possibile firmare la petizione.

Nel corso della passata primavera, probabilmente, vi è capitato di imbattervi nella notizia che presentava il lancio del programma “European Solidarity Corps”. Probabilmente, spinti dalla curiosità e magari desiderosi di capire cosa di nuovo l’Europa proponeva ai ragazzi dai 17 ai 30 anni, vi siete imbattuti in un nuovo portale. Un Corpo di Solidarietà Europeo per creare opportunità per i giovani, così che essi possano dare un contributo significativo alla società, dimostrare solidarietà e sviluppare competenze, ottenendo non solo lavoro ma anche un’esperienza umana preziosa. Con gli European Solidarity Corps, però, la Commissione Europea propone di fatto l’eliminazione del Servizio Volontario Europeo così come lo conosciamo. L’obiettivo dichiarato per il nuovo programma è quello di raggiungere i 100.000 volontari partiti nei primi 3 anni, a partire da gennaio 2018. Un numero elevatissimo, pari alle partenze totali del Servizio Volontario Europeo nei suoi 20 anni di vita.

La proposta taglierà però i fondi disponibili per ogni volontario, allo scopo di aumentarne drasticamente il numero, ed eliminerà le figure delle organizzazioni di invio e di coordinamento volontari. Attualmente le organizzazioni di invio giocano un ruolo di supporto per i giovani prima, durante e dopo il periodo di volontariato. La loro scomparsa comporterà conseguenze serie, specialmente per i ragazzi con ridotte opportunità che necessitano di maggior supporto e guida per poter essere in grado di aderire al programma. Questo significherebbe una fine improvvisa delle priorità garantite dall’Unione Europea, nell’ottica di una crescita inclusiva orientata ai giovani con minori opportunità. E’ chiaro come questo appare essere in contrasto con i valori di solidarietà e inclusione posti alla base del programma Erasmus+ e di tutta l’Unione Europea, poiché innalzerebbe barriere contro i più svantaggiati andando a privilegiare le persone più fortunate. La proposta prevede cambiamenti del sistema di accreditamento e tagli di budget e vedrà, per queste ragioni, la scomparsa anche delle organizzazioni di coordinamento volontari. Si tratta delle organizzazioni con più esperienza nel programma e la loro scomparsa comporterà la mancanza di opportunità di partecipazione per le organizzazioni con minore esperienza e minori capacità di planning, nonché la perdita delle conoscenze da loro accumulate, grazie alle opportunità formative che il programma Erasmus+ ha fornito loro negli anni.

La proposta va, inoltre, ad escludere dal programma le “Nazioni Partner” (Balcani occidentali, Paesi Partner Orientali, Sud-Mediterraneo e Federazione Russa). Ovvero, i giovani provenienti da queste Nazioni verranno esclusi e si interromperà il lavoro di centinaia di organizzazioni che hanno operato con successo nei suddetti paesi, subordinando la continuazione di tali attività alla stipula di nuovi accordi politici nell’incertezza riguardo modi e tempi. Così com’è al momento, la proposta della Commissione Europea riduce il contenuto educativo e snatura profondamento lo SVE trasformandolo da progetto educativo di grande impatto sui giovani in mero strumento di mobilità fine a se stessa, eliminando l’apporto pedagogico, il supporto e le competenze fornite dalle organizzazioni di invio e di coordinamento. Dilapida inoltre il bagaglio di competenze e di know-how acquisito dalle organizzazioni negli ultimi 20 anni, con tutta la loro esperienza e le reti che si sono formate e consolidate nel frattempo. Infine, il supporto ai giovani con minori opportunità viene completamente eliminato venendo a mancare ogni struttura in grado di fornirlo. La proposta della Commissione Europea sarà discussa dal Parlamento Europeo in questo mese e se approvata così com’è, proprio coloro che più potrebbero beneficiare del programma ne verrebbero esclusi di fatto.

In questi 20 anni di SVE, moltissime persone si sono formate, moltissime associazioni hanno sopperito alle carenze dell’Unione Europea, rendendo questo programma un’opportunità davvero aperta a tutti ed ora per una non ben chiara ragione, le si elimina, eliminando con loro tanti giovani che vorrebbero cogliere le opportunità che gli si offrono ma non avranno gli strumenti per farlo.

La Rete Italiana di Volontariato Europeo – RIVE ha indetto la campagna #SavetheEVS e ha aperto una petizione a difesa del Servizio Volontario Europeo, supportata già da oltre 150 organizzazioni europee che operano nel settore.

Una petizione a difesa di coloro che vorranno cogliere questa opportunità, a difesa dei valori europei di solidarietà e inclusione, a difesa dell’Europa di oggi e di domani.

Se anche tu vuoi supportare questa iniziativa, firma qui la petizioneSavetheEvs: https://savetheevs.eu

La Rete Italiana Volontariato Europeo (RIVE) è una rete di organizzazioni accreditate all’invio attraverso lo SVE – Servizio Volontario Europeo – che sottoscrivono una Carta di Qualità e si sottopongono volontariamente a un monitoraggio costante per garantire un’esperienza di qualità a tutti i giovani che partecipano ad un’esperienza di volontariato europeo.

Lo SVE (Servizio Volontario Europeo) è un programma di volontariato internazionale finanziato dalla Commissione Europea che permette a tutti i giovani legalmente residenti in Europa di età compresa tra i 17 e i 30 anni, di svolgere un’esperienza di volontariato internazionale presso un’organizzazione o un ente pubblico in Europa e nei Paesi dell’area Euromediterranea e del Caucaso per un periodo che a dalle 2 settimane ai 12 mesi.

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