“Viva i social, abbasso i social”. Questo il titolo della conferenza organizzata dalla Prefettura di Firenze, ieri 17 marzo a Palazzo Medici Riccardi e a cui Ok!Mugello ha partecipato rispondendo all’invito ricevuto. Come ha spiegato il Prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, l’iniziativa è stata organizzata in occasione della festa dell’Unità d’Italia, dell’Inno, della Costituzione e della Bandiera, per creare simbolicamente un “ponte ideale tra passato e futuro parlando degli argomenti più discussi del presente”. Che i Social facciano parte della vita di un numero sempre maggiore di persone – l’Italia conta 20 milioni di utenti attivi su facebook e 28 nei social network più in generale – è una verità indiscutibile. E queste verità, oggi, è da considerarsi parte integrante della vita e non più una moda adolescenziale o passeggera. Per Paolo D’Achille, ordinario di Linguistica Italiana all’Università Roma Tre e accademico di spessore della Crusca, con un’immersione a 360° nei social si rischia di diventare “ignoranti informatissimi”. La chat, il tweet, o semplicemente i post, obbligano infatti la conversazione a ritmi brevi e scattanti, in cui ogni attenzione morfologica e grammaticale è sacrificata all’immediatezza. Ma, come ha fatto notare il Professore, l’influenza sulla lingua italiana non è del tutto nociva, anzi potrebbe alleggerire la pesantezza della sintassi italiana storicamente affezionata ad un periodare eccessivamente barocco. Soprattutto per i nati nel nuovo millennio la costruzione dell’identità si forma attraverso lo specchio di facebook. Dal “selfie” all’informare costantemente gli “amici” dei propri spostamenti: dove ci troviamo, cosa stiamo mangiando, con chi siamo, cosa facciamo. Il profilo costituisce un diario personale, a volte intimo, in una piattaforma pubblica e anche fatta da sconosciuti o persone false (i famosi “fake”). “Abbiamo un pubblico privato e un privato sempre più pubblico”, ha sottolineato Folco Cimagalli, professore associato di sociologia generale presso la L.U.M.S.A. di Roma; del resto, proprio nel presentarsi come un nuovo spazio pubblico globale risiede la forza dei Social. Una nuova forma di piazza, di circolo o parco giochi dove persone di ogni età ri-cercano di tessere quei rapporti di comunità e condivisione propri degli spazi cittadini, di realtà più circoscritte o di gruppi uniti per uno scopo ma senza più confini fisici. Da tali premesse come deve muoversi la Pubblica amministrazione (P.A)? Come deve interagire con i cittadini senza soccombere alle leggi del mondo virtuale? In Italia 15 P.A da alcuni anni si sono lanciate nella sfida, hanno creato un profilo su un piattaforma di networking, e c’è chi ha scelto Facebook, chi Twitter e chi invece ha osato il canale YouTube. Certo, la possibilità di interagire direttamente con il cittadino e viceversa arricchisce indubbiamente entrambi, aprendo un nuovo spazio di dialogo che coinvolga principalmente i giovani e consenta di poter accedere ad un servizio di “amministrazione trasparente” per rinsaldare legami deteriorati. Il tutto nell’ottica di costruirne di nuovi. Ma, ha ammonito Alessandro Lovari (docente di strategie della comunicazione pubblica presso l’Università di Sassari), se la scelta di mettersi nel mondo 2.0 è di facciata e non di sostanza, il rischio flop è più facile del previsto, e un’amministrazione che apre un profilo e non ha le risorse per gestirlo adeguatamente, né la reale volontà di confrontarsi con i cittadini, assumendosi pubblicamente le proprie responsabilità e ascoltando le critiche, otterrà l’effetto opposto a quello desiderato. Non rispettare la Socialità, elemento fondante di queste piattaforme, porta a non essere “seguiti”: con il risultato di non avere visibilità e finire nel dimenticatoio del World Wilde Web. Accanto alla possibilità di prospettive di utilizzo, serve comunque un controllo, una consapevolezza dello strumento che si maneggia per far di subire quello che pretendiamo di dominare. Di certo, il punto non sta più nell’usare o meno i social network: ma nel come si sceglie di farlo.








