La Asl Toscana centro ha approvato un nuovo protocollo per il trattamento dell’ictus ischemico, aggiornando il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale a distanza di diversi anni dall’ultima revisione. Il documento rappresenta oggi il riferimento scientifico e organizzativo per tutti e otto gli ospedali Stroke aziendali inseriti nella Rete Ictus regionale e costituisce l’esito di un lungo percorso di miglioramento della qualità dell’assistenza su una patologia tempo-dipendente che rappresenta una delle principali cause di morte e invalidità.
Il nuovo protocollo introduce in modo strutturale l’utilizzo della TC perfusionale in tutti gli otto presìdi ospedalieri della rete, grazie a un importante aggiornamento tecnologico delle apparecchiature di diagnostica per immagini. L’adozione di un neuroimaging avanzato consente una valutazione più accurata del tessuto cerebrale recuperabile e permette, in casi selezionati, di ampliare la finestra terapeutica per i trattamenti di rivascolarizzazione, offrendo così maggiori possibilità di cura a un numero più elevato di pazienti.
Parallelamente all’innovazione tecnologica, l’Azienda ha investito in maniera significativa nella formazione del personale. Il percorso ha coinvolto circa 150 radiologi, oltre a tecnici di radiologia, infermieri e clinici, con l’obiettivo di garantire protocolli condivisi e standardizzati in tutti gli ospedali della rete, eliminando differenze di trattamento tra presìdi centrali e strutture decentrate. A questo si è aggiunto il consolidamento del sistema di prenotifica del 118, che consente un’attivazione anticipata del percorso intraospedaliero e una riduzione rilevante dei tempi di intervento, con il trattamento che può iniziare direttamente in sala TC.
I risultati conseguiti nel tempo confermano l’efficacia del modello organizzativo adottato: nell’area vasta centro la percentuale di pazienti trattati in fase acuta ha superato ampiamente gli obiettivi europei e la mortalità a 30 giorni risulta inferiore alla media nazionale. Il coordinamento multidisciplinare del percorso è stato curato dal Dipartimento delle Specialistiche Mediche, con il coinvolgimento di numerosi dipartimenti aziendali e della rete dell’emergenza territoriale.
L’aggiornamento del protocollo rafforza un approccio integrato che va dalla prevenzione primaria alla fase acuta, fino alla riabilitazione e alla prevenzione secondaria, confermando il principio che la rapidità di intervento rappresenta un fattore decisivo per salvare vite e ridurre la disabilità. In questo quadro si inseriscono anche i progetti internazionali di sensibilizzazione e formazione, come FAST Heroes e Angels, che contribuiscono a diffondere una cultura della prevenzione e dell’eccellenza nella cura dell’ictus.
Foto per lo Status Diamond di Angels con il Coordinatore Stroke System Gino Volpi (primo a destra)




