Firenze

Svolta nel trattamento dell’ictus. La Asl Toscana centro aggiorna il protocollo

Parallelamente all’innovazione tecnologica, l’Azienda ha investito in maniera significativa nella formazione del personale. Il...

Foto per lo Status Diamond di Angels con il Coordinatore Stroke System Gino Volpi (primo a destra)Foto per lo Status Diamond di Angels con il Coordinatore Stroke System Gino Volpi (primo a destra)

La Asl Toscana centro ha approvato un nuovo protocollo per il trattamento dell’ictus ischemico, aggiornando il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale a distanza di diversi anni dall’ultima revisione. Il documento rappresenta oggi il riferimento scientifico e organizzativo per tutti e otto gli ospedali Stroke aziendali inseriti nella Rete Ictus regionale e costituisce l’esito di un lungo percorso di miglioramento della qualità dell’assistenza su una patologia tempo-dipendente che rappresenta una delle principali cause di morte e invalidità.

Il nuovo protocollo introduce in modo strutturale l’utilizzo della TC perfusionale in tutti gli otto presìdi ospedalieri della rete, grazie a un importante aggiornamento tecnologico delle apparecchiature di diagnostica per immagini. L’adozione di un neuroimaging avanzato consente una valutazione più accurata del tessuto cerebrale recuperabile e permette, in casi selezionati, di ampliare la finestra terapeutica per i trattamenti di rivascolarizzazione, offrendo così maggiori possibilità di cura a un numero più elevato di pazienti.

Parallelamente all’innovazione tecnologica, l’Azienda ha investito in maniera significativa nella formazione del personale. Il percorso ha coinvolto circa 150 radiologi, oltre a tecnici di radiologia, infermieri e clinici, con l’obiettivo di garantire protocolli condivisi e standardizzati in tutti gli ospedali della rete, eliminando differenze di trattamento tra presìdi centrali e strutture decentrate. A questo si è aggiunto il consolidamento del sistema di prenotifica del 118, che consente un’attivazione anticipata del percorso intraospedaliero e una riduzione rilevante dei tempi di intervento, con il trattamento che può iniziare direttamente in sala TC.

I risultati conseguiti nel tempo confermano l’efficacia del modello organizzativo adottato: nell’area vasta centro la percentuale di pazienti trattati in fase acuta ha superato ampiamente gli obiettivi europei e la mortalità a 30 giorni risulta inferiore alla media nazionale. Il coordinamento multidisciplinare del percorso è stato curato dal Dipartimento delle Specialistiche Mediche, con il coinvolgimento di numerosi dipartimenti aziendali e della rete dell’emergenza territoriale.

L’aggiornamento del protocollo rafforza un approccio integrato che va dalla prevenzione primaria alla fase acuta, fino alla riabilitazione e alla prevenzione secondaria, confermando il principio che la rapidità di intervento rappresenta un fattore decisivo per salvare vite e ridurre la disabilità. In questo quadro si inseriscono anche i progetti internazionali di sensibilizzazione e formazione, come FAST Heroes e Angels, che contribuiscono a diffondere una cultura della prevenzione e dell’eccellenza nella cura dell’ictus.

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