Chianti Fiorentino

Barberino e Tavarnelle. Archeologia. Riprendono gli scavi nell’area della Pieve di San Pietro in Bossolo

La soddisfazione del sindaco Davide Baroncelli.

Un sopralluogo del sindaco agli scavi

C’è vita sotto la Pieve? Il Comune di Barberino Tavarnelle affida le risposte alla scienza dell’antichità, a quella disciplina che studia e ricostruisce le civiltà del passato e le loro relazioni con l’ambiente e il territorio circostante.

Da alcuni giorni sono ripartiti gli scavi nell’area adiacente alla Pieve di San Pietro in Bossolo, a Tavarnelle Val di Pesa, nell’ambito del progetto di ricerca archeologica, finanziato dal Comune, ottenuto in concessione dal Ministero per i Beni Culturali e realizzato dai Laboratori Archeologici San Gallo.

L’indagine è volta a ricostruire le principali fasi di vissuto di ciò che è affiorato nelle precedenti campagne di scavo e sta affiorando attraverso le indagini stratigrafiche in corso. La ricerca, che ha preso avvio nel 2020, mira alla definizione dell’identità delle strutture e dei reperti messi in luce dal team di archeologi, incaricato dall’amministrazione comunale.

Lo scavo ha permesso fino a questo momento di rilevare parti di strutture murarie significative, identificate come fondazioni di un edificio, un considerevole quantitativo di frammenti di ceramica di epoca romana, tardo antica e medievale e una sepoltura, rinvenuta lo scorso anno, che potrebbe essere fra le tracce di vita più antiche del sito.

“L’indagine prosegue – dichiara il sindaco David Baroncelliapprofondisce e si amplia per un altro ciclo di scavi con l’intento di stabilire l’identità e la consistenza delle strutture e i depositi archeologici, continuiamo ad attuare un piano di interventi esteso e intensivo affinché si possa giungere ad una rilettura complessiva del sito di San Pietro in Bossolo”.

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