Firenze

Tentata truffa del finto carabiniere a Firenze, arrestato un 19enne

Secondo quanto ricostruito dagli agenti delle Volanti di via Zara, l’allarme è stato lanciato da un uomo impegnato in lavori di giardinaggio nella...

Polizia - Immagine di repertorio

La Polizia di Stato di Firenze ha arrestato un cittadino italiano di 19 anni con l’accusa di tentata truffa aggravata nell’ambito di un episodio riconducibile al cosiddetto raggiro del “finto carabiniere”, una modalità fraudolenta frequentemente utilizzata per colpire persone anziane. L’intervento è avvenuto nella mattinata di sabato 7 marzo in via Alberto Arnoldi, a seguito della segnalazione di un cittadino che aveva notato una situazione sospetta all’esterno di un’abitazione.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti delle Volanti di via Zara, l’allarme è stato lanciato da un uomo impegnato in lavori di giardinaggio nella zona. L’uomo ha riferito di aver udito forti urla provenire da una casa vicina e di aver visto poco dopo un giovane uscire in maniera repentina dall’abitazione, mentre una donna, visibilmente agitata, cercava di inseguirlo sostenendo di essere stata derubata.

Le pattuglie intervenute sul posto sono riuscite a rintracciare e fermare il giovane poco dopo. La vittima, una donna di 83 anni, ha raccontato agli agenti di aver ricevuto poco prima una telefonata da un uomo che si era presentato come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Il sedicente militare le avrebbe comunicato che il figlio risultava coinvolto in una rapina avvenuta presso una gioielleria, nella quale sarebbe stata utilizzata un’auto con la stessa targa del veicolo del familiare. Con questo pretesto, la donna era stata invitata a contattare il figlio e a recarsi in piazza della Libertà per verificare la situazione legata all’autovettura.

Poco dopo la telefonata, l’anziana è stata raggiunta nella propria abitazione da un giovane che, secondo quanto riferito, si sarebbe fatto consegnare alcuni oggetti in oro. Tuttavia la donna, insospettita dalla dinamica della richiesta, avrebbe tentato di bloccarlo. Durante quei momenti concitati il giovane sarebbe riuscito a fuggire, abbandonando la refurtiva sul tavolo prima di allontanarsi.

Il 19enne è stato quindi fermato dagli agenti e, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria, trasferito presso la casa circondariale di Sollicciano in attesa della convalida della misura precautelare.

Come previsto dalla normativa vigente, si precisa che l’effettiva responsabilità dell’indagato e la fondatezza delle ipotesi accusatorie dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario. L’indagato è attualmente assistito dalla presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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