Toscana

Sicurezza urbana: la Toscana ha una legge ad hoc.

Un modello tutto toscano per la sicurezza, 250 comuni su 268 hanno la video sorveglianza.

video sorveglianza

La sicurezza urbana integrata ha in Toscana una legge ad hoc, approvata oggi dal consiglio regionale. Misure come la videosorveglianza, i vigili di prossimità, le iniziative di rigenerazione sociale urbana che da anni sono oggetto di una sperimentazione in tutta la regione, adesso hanno una cornice normativa. E rappresentano un modello tutto toscano.

«Sono molto soddisfatto perché questa legge arriva dopo un lungo percorso di sperimentazione che ci ha visto mettere alla prova e finanziare misure davvero innovative per rispondere alla domanda dei cittadini – dice l’assessore alla presidenza e alla sicurezza Vittorio Bugli – La proposta di legge è stata approvata dalla maggioranza, e ha anche ottenuto un notevole numero di astensioni da parte di gruppi importanti che sono all’opposizione. Insomma, una condivisione larga e bella».

La sperimentazione che ha dato corpo alla legge oggi approvata, è andata nella direzione opposta a quella dello ‘sceriffo’, privilegiando invece la via del miglioramento del contesto sociale urbano. «Il punto di partenza è stato proprio questo – spiega l’assessore – Noi non siamo le forze dell’ordine, non abbiamo competenze dirette sulla sicurezza, ma possiamo certamente migliorare l’ambiente in cui le forze dell’ordine operano. E in questa direzione ci siamo mossi cercando di attuare un modello che è il primo in Italia».

In questa legislatura sono stati investiti complessivamente 21 milioni di euro in progetti di sicurezza integrata presentati dai Comuni. In particolare, con gli ultimi due bandi, la Regione ha finanziato 120 progetti di videosorveglianza di altrettante amministrazioni comunali per un importo di 2,5 milioni di euro. Altri 715 mila euro sono stati rivolti a progetti di rigenerazione sociale di quartieri e paesi ‘difficili’ in 22 Comuni. Infine 635 mila euro hanno finanziato la polizia di prossimità in 25 Comuni, che si vanno ad aggiungere agli altri 15 che avevano già avviato questa sperimentazione.

Oggi la videosorveglianza è presente quasi ovunque: c’è in 250 comuni.

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