Toscana

La vita sospesa, cronaca quotidiana dal focolaio di Coronavirus

Come si vive sospesi dentro il focolaio? Come trascorrono le giornate? Com'è cambiata la vita? Ecco il racconto esclusivo di una scrittrice che vive in zona

i giardini di Codogno

Il Coronavirus che, solo per il suo nome, in Italia non poteva passare inosservato, ha cambiato -da un giorno con l’altro la nostra quotidianità, i nostri ritmi, le nostre abitudini, nonché i nostri programmi o progetti futuri.

Tutto è incerto e si vive all’insegna del “non si sa”.A partire dal lavoro, dove l’agenda riporta solo appuntamenti disdetti e le telefonate dei clienti si fanno sempre più rade. La normale spesa al supermercato non è più tale. Ci sono file chilometriche alle casse di gente che indossa la mascherina (triste sostituito di quelle del Carnevale, annullato in molti paesi in via precauzionale) e carrelli stracolmi di cibo, lasciandosi dietro scaffali semivuoti.

Scuole chiuse, asili chiusi, bar e pub con il coprifuoco, strade deserte nei paesi e nelle città, corrieri che ti lanciano la merce e se ne vanno frettolosamente dicendo che alla firma ci pensano loro.

Una situazione surreale, che ricorda quella della serie televisiva “I sopravvissuti” (che andò in onda sulla Rai nell’inverno del 1979 e che solo chi ha mezzo secolo come me può ricordare), la cui trama si basava su uno scenario in cui il mondo intero era stato colpito da una epidemia dovuta ad un virus altamente letale, al quale era scampato solo il 39;1% dell’iintera popolazione.

Sì è vero, forse si sta esagerando, o forse no. Ma a Firenze (ed io per metà sono orgogliosamente fiorentina) si dice che “è meglio aver paura che buscarne!”

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