Toscana

Prato, manette per cinque persone per sfruttamento del lavoro

Nell'operazione condotta dai Carabinieri in carcere gli sfruttatori di 44 operai coinvolti costretti a turni di almeno 15 ore al giorno

Indagini nelle fabbriche fra Prato e Firenze

L’emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio il motore economico del paese sta iniziando a fare le sue vittime. I più colpiti sono i più deboli, coloro che per portare il pane casa alla famiglia accettano qualsiasi condizione pur di guadagnare qualcosa.

Ed è così che nella piana fiorentina, nella zona dove forte è la presenza di piccole industrie tessili, i Carabinieri di Prato hanno eseguito stamani cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e alcune perquisizioni per ‘sfruttamento di manodopera in condizioni di bisogno’.

Le ordinanze emesse dal tribunale e richieste dalla procura che ha indagato, fanno sapere gli investigatori, riguarderebbero cinque imprenditori cinesi che avrebbero sfruttato, nel gestire tutti insieme un laboratorio tessile, 44 operai, 31 di origine cinese e 13 bengalese.

Fra di loro, sempre secondo quanto riferito dai Carabinieri, ci sarebbero anche una minorenne e una donna in avanzato stato di gravidanza.
I lavoratori sarebbero stati sottoposti a turni di lavoro non inferiori a 15 ore in situazione di sicurezza precarie e condizioni alloggiative, riferiscono i militari, degradanti, senza riposi o ferie e per una retribuzione mensile variabile tra i 400 e i 500 euro.

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