Firenze

Toscana Rossa annuncia ricorso al consiglio di stato dopo la sentenza del Tar

Nel provvedimento, evidenzia Bundu, verrebbe riconosciuto come l’attuale impianto legislativo finisca per vanificare la volontà degli elettori che...

Antonella Bundu

La pronuncia del TAR della Toscana sul ricorso presentato da Toscana Rossa riaccende il confronto politico e giuridico sulla legge elettorale regionale. Secondo quanto dichiarato da Antonella Bundu, già candidata presidente della lista Toscana Rossa, le motivazioni della sentenza confermerebbero l’esistenza di un vuoto normativo che inciderebbe sulla rappresentanza democratica.

Nel provvedimento, evidenzia Bundu, verrebbe riconosciuto come l’attuale impianto legislativo finisca per vanificare la volontà degli elettori che abbiano espresso una sola preferenza sulla candidatura a presidente al di fuori dei due principali schieramenti. Una dinamica che, secondo l’ex candidata, determinerebbe un assetto impari, imponendo di fatto un sistema bipolare anche laddove l’elettorato abbia manifestato un orientamento diverso.

Alla luce di tali motivazioni, Toscana Rossa ha annunciato l’intenzione di procedere con il ricorso al Consiglio di Stato, avviando un ulteriore grado di giudizio. La decisione sarà assunta in raccordo con il collegio legale che segue la vicenda, con l’obiettivo di ottenere un riesame della questione sotto il profilo costituzionale e della tutela del principio di rappresentatività.

Bundu ha inoltre sottolineato la rilevanza politica del tema, ricordando come Toscana Rossa sia stata l’unica tra le principali candidature a dover raccogliere le firme per la presentazione della lista. Nonostante previsioni elettorali sfavorevoli e il dibattito sul cosiddetto voto utile, la lista avrebbe ottenuto un consenso significativo, superando la soglia del 5 per cento.

Secondo i promotori del ricorso, l’esclusione della lista dalle istituzioni rischierebbe di alimentare disaffezione e astensionismo tra gli elettori che non si riconoscono nei tradizionali schieramenti di centrodestra e centrosinistra. La vicenda riapre così il confronto sulla disciplina elettorale regionale e sull’equilibrio tra governabilità e piena espressione della volontà popolare.

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