Toscana

Un giorno di primavera disumano

Ricevo in piena notte la lettera choc di un'infermiera in prima linea. E' una giovane amica che ringrazia la stampa per diffondere la verità alla gente

La lettera schok

E’ una giovane grande donna coraggiosa Barbara (nome di fantasia) con cui avevo un appuntamento telefonico per un’intervista. Mi ha chiesto di rimandare stanca da una giornata lavorativa “disumana”.
Ho compreso che dopo un giorno in trincea magari c’è poca voglia di parlare e così ho raccolto solo le sue di parole, scritte in solitudine come sfogo dopo questa prima giornata di primavera disumana.
Lo riporto integralmente con la sua raccomandazione. “Grazie a voi giornalisti per diffondere la verità alla gente.

“Ho finito un turno in area covid+ e per questo ero vestita come un astronauta. Tuta bianca impermeabile dove il sudore fa diventare la plastica la tua seconda pelle, una mascherina FP2 perchè le FP3 non si trovano più, nella quale mi sembra di inalare solo il mio stesso respiro, occhiali protettivi, doppi guanti. Il mio viso a fine turno ve lo risparmio. Oggi insieme alla mia collega ho imbustato una salma. Sì, imbustare un corpo insieme alla sua dignità. La salma di R., anziano ma in ottima salute fino a 3 giorni fa, nato negli anni ’30 e morto da solo in questo funesto 2020. La moglie ha ricevuto solo la telefonata. Nessuno dei suoi cari lo ha potuto salutare, nessuno di loro a tenergli la mano, non una carezza, non una voce familiare intorno a lui, nessun funerale. Finisce tutto così, come se rimanesse in sospeso, quasi a chiedersi se è successo veramente.

Chiunque quando entra qui dentro, che sia per una gamba rotta o per sintomi respiratori entra solo, e solo rimane tutto il tempo, e come R. solo ci muore. Ancora alcuni conoscenti fuori dall’ambiente sanitario mi chiedono “ma è vero che è così grave come dicono?”. Sì, lo è! Ed è vero che non abbiamo mai visto nulla di simile, è vero che la sanità è in seria difficoltà, è vero che di polmonite virale ci muoiono anche i giovani precedentemente sani, è vero che ci sono asintomatici che possono infettare un sacco di gente, è vero che quando i ventilatori non sono abbastanza si deve scegliere chi ha più chance di rispondere alla terapia, è vero che anche noi professionisti abbiamo paura e che se possibile viviamo lontani e isolati per proteggere i nostri cari, è vero che al posto di R. e la sua famiglia ci potresti essere tu tra pochi giorni!
Così è stato il primo giorno di primavera, disumano.”

#stateacasaperdavvero

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