Firenze

Trionfo al Nelson Mandela Forum di Firenze. Gli 80 anni dal voto alle donne celebrati tra spettacolo e preoccupazione

Senza rossetto

“Grazie a tutte quelle donne che 80 anni fa si vestirono a festa, presero in mano la scheda elettorale come se fosse una cosa sacra e ci hanno regalato questa repubblica e la nostra costituzione” termina così Stefania Saccardi Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, “Senza rossetto” la serata al Mandela Forum organizzata per celebrare gli 80 anni del primo voto delle donne.

Dopo l’apertura in musica con Francesca Michielin nel brano di Michael Jackson – They Don’t Care About Us , presentate dalla grandissima Serena Rossi sono salite sul palco del Nelson Mandela Forum, completamente esaurito tutte quante: Katia Beni, Maria Cassi, Concita De Gregorio, Drusilla Foer, Letizia Fuochi, Veronica Lucchesi, Annagaia Marchioro, Anna Meacci, Daniela Morozzi, Chiara Riondino, Gaia Nanni, Michela Ponzani, Gioia Salvatori.

“Senza rossetto”. Era questa la raccomandazione rivolta alle donne italiane pronte a votare per la prima volta. Il motivo? Evitare di macchiare la scheda elettorale e rendere nullo quel voto così a lungo desiderato. Le donne obbedirono, ma portarono nelle cabine elettorali una determinazione feroce, cambiando per sempre il destino dell’Italia. A ottant’anni da quel momento storico (1946-2026), lo spettacolo “Senza Rossetto” ha messo in scena le storie, le emozioni, le paure e i trionfi di quelle madri, elette ed elettrici, che conquistarono il suffragio universale. Attraverso un mix travolgente ed in alcuni casi anche commovente di parole, musica e testimonianze, lo spettacolo ha dato voce a chi ha lottato per quel diritto fondamentale.

Grandiosa Gaia Nanni nel pezzo della vecchietta che si è sempre fatta i fatti suoi, “Ci sarà mica qualcuno in sala che pensa che noi donne dobbiamo tornare all’acquaio?” Chiede Katia Beni (forse pensando ai recenti deliri politici) e l’eccezionale Drusilla Foer che arriva dalla platea e canta versione jazz di “I will survive”.

“Noi donne possediamo un patrimonio immenso di energia accumulata una riserva di forze che nemmeno i lunghi anni della guerre e dell’oppressione sono riusciti a consumare” recita Daniela Morozzi insieme ad Anna Meacci e Chiara Riondino.

Bravissime ed applauditissime tutte le grandi protagoniste di questa serata arrivata a Firenze in un periodo dove si vorrebbero rimettere in discussione molte delle libertà delle donne, compresa la lunghezza di una sottana trasformando un’epoca di libertà in una specie di episodio de “Il racconto dell’ancella” (chi non l’ha visto lo guardi e faccia un raffronto con i discorsi di alcuni politici)

Straordinaria Cristiana Capotondi nel racconto di quel 6 di aprile dell’anno 1917  tratto da “Ladies Football Club”, il testo teatrale di Stefano Massini che racconta la storia di Rosalind Taylor l’operaia da cui partì il primissimo lancio del pallone nel cortile della fabbrica di munizioni Doyle & Walker di Sheffield dove accadde qualcosa che cambiò la storia: undici operaie decisero di iniziare a dare calci a un pallone durante la pausa pranzo diventando una squadra fenomenale capace di riempire gli stadi, ispirata alla vera storia delle leggendarie Dick, Kerr’s Ladies.
Ed ancora Francesca Michielin nella sua bellissima “Una donna non può” ed un finale con tutte le artiste sul palco non per una celebrazione nostalgica, ma per un severo ammonimento sui diritti delle donne e contro ogni forma di quell’ arretramento sociale suggerito da personaggi che tutti pensavamo non esistessero più, ed invece…purtroppo…

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