Firenze

Truffa del finto carabiniere a Firenze. Arrestati due uomini e recuperati gioielli per oltre 300mila euro

Nel corso dell’attività investigativa, gli agenti hanno proceduto al controllo di un’autovettura con a bordo i due indagati. All’interno del veicolo, sul...

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La Polizia di Stato ha tratto in arresto a Firenze due cittadini italiani, rispettivamente di 56 e 30 anni, con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un’anziana di 83 anni. L’operazione è stata condotta nella mattinata di martedì 17 febbraio dal personale della Squadra Mobile della Questura di Firenze, impegnato in un servizio di osservazione in via Barsanti.

Nel corso dell’attività investigativa, gli agenti hanno proceduto al controllo di un’autovettura con a bordo i due indagati. All’interno del veicolo, sul sedile posteriore, è stata rinvenuta una borsa in tela contenente numerosi oggetti in oro. Sorpresi dal controllo, i due uomini avrebbero ammesso di aver sottratto poco prima i monili a un’anziana residente in viale Morgagni.

Gli accertamenti immediatamente avviati hanno consentito di individuare e raggiungere la vittima presso la propria abitazione. La donna ha riferito di essere stata contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere che la informava dell’arresto del figlio per una presunta rapina. Successivamente, un uomo, poi identificato nel trentenne arrestato, si sarebbe presentato presso la sua abitazione qualificandosi come appartenente alle Forze dell’Ordine e inducendola a consegnare tutti i preziosi custoditi in casa.

La refurtiva, del valore stimato in oltre 300.000 euro, è stata integralmente recuperata e restituita alla legittima proprietaria. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, i due indagati, entrambi con precedenti, sono stati associati alla casa circondariale di Sollicciano, in attesa della convalida della misura precautelare.

Si precisa che la responsabilità degli indagati e la fondatezza delle accuse dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario. Le contestazioni sono formulate allo stato degli atti e gli stessi risultano assistiti dalla presunzione di innocenza, come previsto dalla normativa vigente.

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