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Turismo - Gli imprenditori fiorentini dell'immobiliare: "A Firenze basta cemento, valorizziamo le case esistenti"

Le proposte ai candidati sindaco.

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Firenze Firenze © Galli Torrini
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“Basta cemento, valorizziamo le case esistenti. I posti letto negli alberghi non bastano e nelle case si soggiorna più a lungo. Destagionalizziamo i flussi sempre più in crescita. Utilizziamo immobili pubblici vuoti per residenti, lavoratori e turisti”. A dirlo sono gli imprenditori fiorentini dell’immobiliare che vogliono sottoporre alcune proposte ai candidati sindaco per Firenze in vista delle elezioni di giugno. “Da qui ai prossimi 50 anni il numero di turisti a Firenze andrà sempre più a crescere, questi enormi flussi vanno necessariamente gestiti – sottolineano gli imprenditori dell’immobiliare -. Bisogna pensare a dove queste persone potrebbero soggiornare e farli stare in quelle case che non vanno più bene al fiorentino è, probabilmente, la cosa più sostenibile da fare.

Molto più che costruire nuovi alberghi, residence, quindi cementificare ancora la città. Puntare, dunque, sulle case già esistenti”.

“Si deve puntare alla destagionalizzazione del turismo - aggiungono -. Oggi il flusso maggiore dei turisti si concentra in 6 mesi l'anno, e poi abbiamo mesi in cui la città è scarica, le attività commerciali soffrono e gli appartamenti sono semivuoti.
La nostra idea è che chi viene a Firenze vi arriva per gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, il suo patrimonio architettonico e artistico. Serve, perciò, una gestione centralizzata di tutte le attività pubbliche così da gestire le prenotazioni in modo da indirizzare il turista a diluire le sue visite nel corso dell’anno evitando di concentrare gli arrivi in pochi mesi, non ingolfando la città. Vuoi venire a vedere gli Uffizi a Firenze?
Vieni a novembre invece che a maggio o giugno perché altrimenti non c’è posto. Sarebbe una leva utile per non far collassare la città, meglio sicuramente che imporre ticket o installare tornelli”.

“I posti letto negli alberghi non bastano. Nelle case, dimostrano i dati, si soggiorna più a lungo: quasi il doppio rispetto alle strutture ricettive tradizionali.
Una scelta che determina maggiori spese e quindi economia locale, introiti per negozi, musei, supermercati, ristoranti. Dobbiamo incentivare un turismo che si basi più sulla qualità”
, spiegano gli imprenditori.

“Se il centro di Firenze, da piazza Duomo a Ponte Vecchio, registra affitti elevati, evidentemente chi è a basso reddito ha bisogno di altre sistemazioni.
La politica è chiamata a mettere mano a quella montagna di immobili pubblici vuoti. Si potrebbero ricavare abitazioni da affittare a prezzi calmierati per le categorie meno abbienti”.

“Si dice, inoltre, che Firenze soffre di overtourism, allo stesso tempo la città sta finanziando agenzie di pubblicità che promuovono Firenze nel mondo. Bisogna allora capire: se non riusciamo a gestire gli enormi flussi turistici attuali, perché poi si spendono soldi pubblici per attirare ancora più turisti?”, si chiedono gli imprenditori. 

“Siamo imprenditori che investono sulla città e non palazzinari che la sfruttano. Paghiamo 650 mila euro di Iva all’anno, 700mila euro di stipendi, un’elevatissima tassa di soggiorno, gestiamo più di 500 abitazioni a Firenze dando lavoro a muratori, idraulici e elettricisti, rinnoviamo gli immobili rendendoli più sostenibili a livello energetico”.

 

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