A quattro anni dall’inizio del conflitto in Ucraina, la Fondazione Giovanni Paolo II conferma e rafforza il proprio impegno nell’accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Dal 2022 a oggi sono oltre 60 le persone ospitate tra Fiesole e Montevarchi, in un percorso che ha coniugato intervento immediato e progettualità a medio termine.
Fin dai primi giorni dell’emergenza, la Fondazione ha attivato un confronto operativo con Green Cross Ucraina per individuare le necessità più urgenti. In poche settimane sono stati aperti due centri di accoglienza: uno a Fiesole, tuttora operativo in accordo con la Prefettura di Firenze e configurato come CAS ordinario dedicato a cittadini ucraini; l’altro a Montevarchi, in una struttura messa a disposizione dalle Suore Agostiniane di San Giovanni Valdarno.
La sede di Montevarchi ha ospitato per circa un anno e mezzo esclusivamente donne ucraine con figli, grazie a una raccolta fondi promossa dalla Fondazione e senza ricorrere a contributi pubblici. Conclusa la fase più acuta dell’emergenza, anche questa struttura è stata riconvertita in Centro di Accoglienza Straordinaria.
L’impegno si è esteso anche oltre i confini nazionali, con una missione umanitaria al confine ucraino realizzata insieme alle Misericordie toscane per la consegna di beni di prima necessità. Al rientro, alcune donne con bambini sono state accompagnate in Italia e accolte nella struttura valdarnese.
Per la Fondazione, l’accoglienza rappresenta un impegno consolidato da oltre un decennio, già sperimentato con i richiedenti asilo e progressivamente ampliato per rispondere alle nuove crisi. L’obiettivo dichiarato è garantire un’ospitalità dignitosa, capace di offrire non solo assistenza immediata, ma anche strumenti concreti per ricostruire un percorso di autonomia e speranza.






