Firenze e Provincia

Valdarno/Valdisieve. Il PD e la Fusione

Borgo. Caterina Seneci candidata alla segreteria del PD

San Godenzo e Rufina finiranno nell’unione fra i comuni del Valdarno e Valdisieve? A seguire la nota diffusa dal PD.

Da alcuni mesi si è avviata nella nostra zona la discussione sull’esperienza dell’ Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve e sulle ipotesi di un suo superamento nella prospettiva di una fusione fra Comuni.

Abbiamo avuto varie prese di posizione su questi temi, per ultime la dichiarazione del Sindaco, del Capogruppo PD e del Segretario comunale del PD di Pontassieve, cui ha fatto seguito la risposta congiunta dei Comitati comunali del PD di Rufina e Pelago, e il documento delle Unioni comunali PD di Londa e San Godenzo, ed infine la discussione sviluppata nella conferenza programmatica convocata sabato 23 gennaio a Pontassieve.

Allo stesso tempo, dopo che per lungo tempo non vi era stata occasione di realizzare un momento di confronto a livello politico sovracomunale su questi temi, è stata finalmente convocata il 7 gennaio una prima riunione dei Segretari comunali e dei Sindaci del PD che ha finalmente consentito un momento di confronto a livello di zona per cercare di portare a sintesi le varie posizioni espresse dai singoli territori comunali.

L’Unione Comunale del PD di Pelago aveva risposto alle varie prese di posizione succedutesi in questi ultimi tempi costituendo uno specifico Gruppo di lavoro, incaricato di verificare le problematiche legate al tema delle fusioni.

Il Gruppo di lavoro ha sviluppato una seria ed approfondita riflessione ed è giunto a definire una linea di azione che è stata sottoposta alla discussione ed approvazione dell’Assemblea comunale che si è tenuta lunedì 15 febbraio.

In base a quanto emerso finora ed alle riflessioni sviluppate al proprio interno, il PD di Pelago ritiene che:

  1. Lo sviluppo di una seria discussione sul futuro dell’Unione dei Comuni e sulle ipotesi di fusione fra Comuni richieda in primo luogo la ricostituzione della Zona PD Valdarno – Valdisieve ed una concreta volontà di tutti i comitati comunali coinvolti di farla funzionare e valorizzarla. E’ infatti impensabile che una discussione quale quella che ci attende possa essere sviluppata senza una sede comune di confronto, ben strutturata e politicamente rappresentativa, dove tutte le tematiche che emergono a livello intercomunale possano essere esaminate e definite in una logica di integrazione e condivisione. La Zona del PD ha rappresentato, in passato, una realtà importante che ha saputo sviluppare una visione unitaria del nostro agire politico; le tematiche oggi presenti e, più in generale, le scadenze che il PD vede davanti a se a livello nazionale – a partire dal prossimo referendum sulla riforma costituzionale – regionale e locale non possono essere adeguatamente gestite senza un valido livello di coordinamento politico che deve venire dalla ricostituzione del Coordinamento di Zona e dal suo effettivo funzionamento.
  1. L’esperienza dell’Unione dei Comuni Valdarno – Valdisieve è, a nostro avviso, da valutare nel suo complesso positivamente. Essa ha rappresentato l’unico reale luogo di coordinamento fra i Comuni, di impegno collegiale dei suoi amministratori, di risposta ai rischi di frammentazione delle politiche che il rinchiudersi nei limitati livelli comunali comportava. Sicuramente l’Unione ha dovuto fare i conti con problematiche normative ed amministrative che ne hanno limitato l’efficacia e che impongono oggi una riflessione più ampia nella logica delle fusioni, ma, fino a quando una prospettiva di fusione non sia concretamente definita e avviata, il funzionamento dell’Unione dei Comuni deve costituire impegno di tutti e non sono accettabili ipotesi di uscita unilaterale che rappresenterebbero solo una fuga verso non si sa che cosa, se non la riproposizione di logiche municipalistiche che ritenevamo superate da tempo.
  1. Sia necessario avviare da subito un percorso che ci porti alla definizione di una soluzione condivisa di fusione fra Comuni. Soluzione che noi vediamo in un ritorno alla situazione storica presente nel nostro territorio e cioè quella di un Comune unico che comprenda i territori di Pontassieve, Pelago e Rufina. Questa scelta discende dalle considerazioni che evidenziamo di seguito in merito alla tradizione storica, ai rapporti di collaborazione in essere fra i tre comuni e alle esigenze di mobilità e di accesso ai servizi che i cittadini esprimono. Altre soluzioni riduttive rispetto a quella da noi prospettata, oppure eventuali ipotesi di coinvolgere nella fusione Comuni che non fanno storicamente parte del livello intercomunale Valdarno – Valdisieve, non trovano la nostra condivisione.

Per definire la nostra posizione, siamo partiti da una riflessione sul percorso storico che ha portato alla realtà degli attuali Comuni della Valdisieve, ed in particolare dal fatto che circa 200 anni fa i territori di Pontassieve, Pelago e Rufina erano raccolti in un unico Comune; fu la dominazione napoleonica a scindere i territori delle riva sinistra della Sieve dal Comune unico di Pontassieve ed a costituire il Comune di Pelago; 100 anni dopo, nel 1915, a seguito di conflitti localistici, Rufina si staccava da Pelago e si costituiva in Comune autonomo. E’ però emblematico che, fino a due secoli fa, gli attuali tre Comuni costituivano una unica entità amministrativa.

Abbiamo poi rilevato come una seria discussione su ipotesi di fusione non possa prescindere da una attenta considerazione dei flussi di mobilità e di interesse cui fanno riferimento oggi i cittadini dei territori interessati, poiché ogni ipotesi di fusione non può non considerare quale è la localizzazione territoriale dei servizi pubblici e privati, le linee di mobilità e la conformazione del nostro territorio.

Inoltre già oggi Pontassieve, Pelago e Rufina realizzano momenti di collaborazione fra gli uffici comunali in vari settori e gestiscono in modo associato e con risultati molto positivi vari servizi per i cittadini, quali la mensa scolastica, i servizi sociali, alcuni servizi culturali.

Siamo infine convinti che una gestione integrata del territorio imponga una riflessione comune sulla destinazione futura di alcune aree in fase di potenziale riconversione (per Pelago, ad esempio, l’area ex Italcementi) e che le migliori soluzioni per la valorizzazione del nostro territorio in termini di sviluppo economico e di servizi non possa che derivare da soluzioni ricercate su una dimensione territoriale ampia.

  1. Le prospettive di fusione fra Comuni devono basarsi su un percorso ampio ed articolato di informazione e coinvolgimento dei cittadini, che deve trovare fondamento in una seria attività di analisi e ricognizione della situazione esistente in termini di assetto finanziario ed organizzativo dei singoli comuni coinvolti e di organizzazione dei servizi attualmente offerti. Da tale analisi deve partire un lavoro di progettazione dei nuovi assetti amministrativi e dei servizi che consenta di garantire ai cittadini di Pontassieve, Pelago e Rufina che la soluzione prescelta non rappresenti una riduzione degli spazi di democrazia, confronto e ascolto delle esigenze del territorio e non riduca, ma anzi sviluppi, i servizi territoriali oggi presenti. Solo così potremmo offrire ai nostri cittadini un quadro di riferimento e di condivisione delle scelte che sia di supporto all’esito positivo del referendum che dovrà sanzionare, alla fine del percorso, la scelta della fusione e la costituzione del Comune unico.

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