In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari, che si celebra il 12 marzo, l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze richiama l’attenzione su un fenomeno sempre più preoccupante: l’aumento degli episodi di violenza nei confronti di medici, infermieri e operatori sanitari. Secondo il presidente dell’Ordine, Pietro Dattolo, si tratta di una problematica che non riguarda soltanto la sicurezza dei professionisti della sanità, ma che rischia di incidere anche sulla qualità e sull’accesso alle cure per i cittadini.
Il fenomeno, evidenzia l’Ordine, è in crescita anche in Toscana e richiede una risposta articolata che coinvolga istituzioni, sistema sanitario e società civile. La relazione tra medico e paziente, infatti, rappresenta uno degli elementi fondamentali del percorso di cura e si basa su fiducia reciproca, collaborazione e rispetto. Quando sentimenti di paura, rabbia o frustrazione si trasformano in comportamenti aggressivi, questo equilibrio viene compromesso, mettendo a rischio il corretto funzionamento dell’assistenza sanitaria.
Secondo il presidente Dattolo, la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra operatori sanitari e cittadini passa innanzitutto attraverso un cambiamento culturale. È necessario riconoscere il valore del lavoro svolto da chi opera nel sistema sanitario e comprendere la complessità delle situazioni affrontate quotidianamente negli ospedali, negli ambulatori e nei servizi territoriali.
Accanto a questo impegno culturale, viene sottolineata anche la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela all’interno delle strutture sanitarie. La presenza di presidi di sicurezza e delle forze dell’ordine in ospedali e strutture assistenziali può rappresentare un supporto importante per garantire maggiore protezione agli operatori e consentire interventi rapidi in caso di aggressioni.
La sicurezza di chi lavora nella sanità, conclude l’Ordine dei medici fiorentino, è una condizione indispensabile per assicurare un sistema sanitario efficiente e per tutelare il diritto alla cura di ogni cittadino. Difendere medici e operatori sanitari significa quindi proteggere un pilastro fondamentale della salute pubblica.






