Un esposto del Codacons contro Pfizer per il ritardo nei vaccini

L'atto prodotto inviato anche all'antitrust d'Europa è molto duro.

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visibility33 - lunedì 18 gennaio 2021
di Redazione
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i vaccini restano indietro
i vaccini restano indietro © Steven Cornfield on Unsplash

Non va giù al Codacons la decisione unilaterale di Pftizer di tagliare la produzione dei vaccini e ritardarne, di conseguenza, la consegna delle dosi destinate alla Regione Toscana e così presenta un esposto alle procure di tutti i capoluoghi toscani e all'antitrust europeo per la possibile fattispece di abuso di posizione dominante.

Nella denuncia si legge: “Il momento storico che la collettività è chiamata a vivere è caratterizzato da una grande preoccupazione relativa alle iniziative intraprese ed adottate dal Governo e dall’Unione Europea per superare il lockdown e la fase post-Covid, in particolare per dare attuazione alla strategia per accelerare lo sviluppo, la fabbricazione e la diffusione di vaccini contro il coronavirus. In questo quadro di valutazioni diversi interrogativi si starebbero sollevando alla luce di quanto riportato prepotentemente alla ribalta dai media, sulla condotta e operato della Pfizer. Quel che preme far rilevare in questa sede, a parere della scrivente associazione, è un intervento delle autorità adite per proprio ambito di competenza e per poteri conferiti, volto a valutare se nell’operazione posta in essere dalla Pfizer possano essersi registrate decisioni e manovre volte, in merito alla fornitura di vaccini, a violare o meno le regole europee e accertando altresì se possano configurarsi fattispecie penalmente rilevanti a danno dei cittadini italiani”.

Tra i possibili reati configurati nell’esposto del Codacons si fa riferimento al reato di frode in commercio, reato di truffa e truffa aggravata, nonché ipotesi di cui all’articolo 355 del codice penale, vale a dire mancato adempimento di obblighi derivanti da un contratto di fornitura con lo Stato, ma anche possibili pratiche commerciali ingannevoli e scorrette, con la violazione della pubblica fiducia nei rapporti commerciali, e il venire meno della garanzia degli interessi di tutti i protagonisti del mercato abuso di ufficio e inadempimento di contratti di pubbliche forniture.

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