Festa del Dono, a Palazzo Vecchio dieci storie di cittadinanza attiva e impegno per gli altri

Terza edizione per la manifestazione che premia chi dona del proprio tempo agli altri. Fra i premiati il piccolo Jacopo che regala giocattoli agli altri bambini.

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visibility26 - domenica 14 novembre 2021
di Redazione
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i protagonisti della Festa del dono
i protagonisti della Festa del dono © comune di Firenze

Cittadini o associazioni che hanno scelto di donare il proprio tempo, le proprie energie e le proprie competenze alla nostra città, alla comunità, più in generale agli altri.
Dieci storie di cittadinanza attiva, diverse tra loro ma unite dal filo rosso della generosità e dell’impegno. Questo al centro della Festa del Dono, iniziativa giunta alla sua terza edizione, promossa dalla vicesindaca Alessia Bettini assieme ai presidenti dei 5 Quartieri, che si è svolta i in sala d’Arme a Palazzo Vecchio, condotta dalla giornalista Chiara Valentini di Toscana TV. 

“Chi sceglie di mettere a disposizione un po’ di sé, delle proprie energie e delle proprie capacità, agli altri, merita di veder riconosciuto il proprio impegno: donare tempo in una società che non ha mai tempo è un esempio da tenere a mente. – ha detto la vicesindaca Bettini - Sono belle storie di cittadinanza attiva, esperienze preziose che vanno raccontate e valorizzate, per diffondere messaggi e valori importanti e promuovere un cambio di paradigma, per una società improntata sempre di più su collaborazione e cooperazione”.  

Ecco i protagonisti della serata, che hanno ricevuto dalla vicesindaca Bettini una pergamena di riconoscimento. Elèna Santioli, giurista internazionale, specializzata nella lotta contro la tratta dei minori e nel diritto di asilo, impegnata da anni in Ong, attualmente a Lesvos dove coordina un progetto di assistenza legale gratuita e indipendente per coloro che fanno richiesta di ricongiungimento familiare o protezione internazionale, ha inviato una testimonianza video.

Due i ristoratori che durante i mesi del lockdown sono scesi in campo per i più bisognosi, Lorenzo Dei, animatore del centro commerciale naturale “Canto alla Mela”, che ha fatto da collettore tra tutte le attività della zona, arrivando a preparare anche 50 pasti al giorno per famiglie in difficoltà segnalate dai servizi sociali e Marco Agresti, di piazza Nobili, che, dopo 100 giorni di apertura si è trovato chiuso a causa della pandemia e ha di fatto messo a disposizione di chi era in difficoltà i suoi frigoriferi pieni, grazie al supporto del quartiere.

E poi realtà che vedono al centro i giovani: l’associazione il Ritrovo, nata nel 2017, impegnata in progetti educativi e di inclusione sociale, grazie anche al suo spazio all’interno del circolo Arci La Loggetta in via Aretina e con centri estivi e altre attività, e l’associazione La Scatola, che al Galluzzo organizza il Fa’ Festa, animando il quartiere e poi realizza tante attività di volontariato, fino all’impegno per la riqualificazione del bocciodromo e per la creazione di un centro giovani.

C’è anche un “piccolo grande cittadino attivo”, Jacopo, che ha cominciato alla finestra di casa sua a raccogliere giocattoli per bambini in difficoltà: la sua finestra è diventata una stanza, piena di cose da donare a suoi coetanei, facendo nascere una bella rete di generosità nel quartiere 2.

E ancora, Ilario Poggesi, per il suo impegno nel mondo dell’associazionismo del quartiere 3, alla Misericordia di Badia a Ripoli dove è attivo da 50 anni, responsabile Gruppo di Donatori di Sangue Fratres, presidente del Comitato per la ricostruzione dell'Albereta-Anconella Insieme per Gavinana, e amministratore Gruppi FB di Quartiere.

Poi il Cisom, Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta, sezione di Firenze, attivissimo alla rete di solidarietà del quartiere 4 con la consegna di spese e pasti solidali e pacchi natalizi, adesso anche al lavoro per far nascere una “giocoteca” anche in questa zona, facendo crescere il progetto di Jacopo.

Spazio poi al gruppo di volontarie di Peretola riunite nel progetto “Una mano tra i borghi” nato durante il lockdown, un progetto di supporto telefonico per non fare sentire sole le persone: una bella rete che lo scorso anno verso Natale ha poi raccolto tantissimi giochi per chi aveva più bisogno in collaborazione con l’associazione Sussi e Biribissi.

Infine, Lorenzo Rossi, imprenditore tessile, che durante il momento di massimo bisogno a inizio pandemia, ha messo a disposizione del quartiere 5 le tanto agognate mascherine che stavano scarseggiando.

 

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