Scuola Marconi: ancora benzina sul fuoco della polemica

Ancora polemica sul laboratorio di educazione civica della scuola Marconi

Attualità
visibility186 - sabato 21 novembre 2020
di Nadia Fondelli
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non si spenge la polemica alla Marconi
non si spenge la polemica alla Marconi © by ngelah on Unsplash

Non accennano a spengersi le polemiche sulla brutta faccenda della scuola Marconi.
Sembrerebbe il copione di un melodramma popolare se non fosse che i grandi temi che si cerca di spedire dietro il sipario con polemiche e bugie siano serissimi e le conseguenze, con tanto di minacce e violenza, siano davvero intollerabili.

Una tempesta in un bicchiere d'acqua scatenato secondo alcuni ad arte intorno a quello che doveva essere una delle iniziative proposte dal progetto “Le chiavi della città” del comune di Firenze che si occupa dell'educazione civica nelle scuole. Un semplice laboratorio contro gli stereotipi di genere che diventa il vessillo di un oscurantismo medievale 2.0.

La realtà secondo la preside della scuola finita nel mirino, è quella di una polemica mai esistita dato che l'insegnante che aveva proposto il laboratorio lo aveva fatto durante il consiglio di classe e nessuno dei genitori, al momento, aveva avuto niente da ridire.
Solo una mamma, il giorno dopo, ha detto di non essere d’accordo e che non avrebbe permesso a sua figlia di seguire il laboratorio. Peccato che lo abbia fatto a mezzo stampa. Il quotidiano La Nazione ha titolato “Ai maschi ruoli femminili” e raccontando delle proteste di "un folto gruppo di genitori" e dando il via a una degenerazione inattesa con tanto di gravissime minacce sui social all'insegnante rea di farsi imporre i programmi dalle comunità lbgt.

"È stato tutto ingigantito - conferma la preside dell'istituto Vera Brancatelli. “In realtà questa rivolta delle famiglie non c'è mai stata. Si trattava della protesta di una singola mamma e del marito, e non certo di un coro di lamentele".
Da parte sua la maestra vittima dei leoni da tastiera con frasi del tipo “sei da bastonare” sconvolta dalla violenza verbale vorrebbe sporgere denuncia. “Il percorso educativo è stato condiviso con tutti i genitori. La cosa grave è che alcune sue frasi sono state strumentalizzate e persino cambiate provocando un danno enorme", ha commentato il suo legale, Fernando Carangelo.

Decine di famiglie si sono mosse in difesa della maestra, scrivendo lettere di incoraggiamento e dissociandosi dal pensiero di chi polemizza. "Ma quali corsi gender? Qui spiegano ai nostri figli il rispetto tra uomo e donna. Comunicano ai bambini come le qualità positive o negative delle persone reali e dei personaggi della finzione dovrebbero essere tipiche di una personalità e non di un genere".

Sconvolta dalla tempesta in un bicchiere d'acqua lo è anche Sara Funaro, Assessora all'educazione di Palazzo Vecchio: "trovo questi comportamenti inaccettabili e vergognosi. È preoccupante che un'insegnante che fa il proprio lavoro venga aggredita in questo modo. È doveroso contrastare ogni tipo di discriminazione, bullismo omofobico compreso. Questi temi vanno affrontati, calibrati sulle diverse fasce d'età e con la dovuta attenzione al linguaggio".

Qualcuno maligna che sia la politica ad manovra le questione dato che la mamma dissidente è una ex candidata alle regionali toscane per Fratelli d'Italia e così anche la politica ci mette il becco. Il senatore leghista Simone Pillon ad esempio commenta su Facebook che: "Le associazioni Lgbt impongono il programma per decostruire gli stereotipi di genere e così i bambini dai sei anni in su vedono distrutta la loro identità sessuale".

Non si fa attendere la replica del presidente del Quartiere 5 Cristiano Balli e dei Consiglieri di maggioranza uniti in un unico fronte con gli insegnanti della Marconi, che respingono e condannano la strumentalizzazione politica fatta sul progetto e le minacce personali ricevute dalle Insegnanti.
“Il Progetto - spiegano il presidente del Quartiere 5 e i consiglieri del Gruppo Pd, Lista Nardella e Italia Viva – è promosso da Ireos Onlus, Centro Servizi Autogestito Comunità Queer ed è inserito nell’offerta formativa del Comune di Firenze per comunicare ai bambini come le qualità positive o negative delle persone reali e dei personaggi della finzione dovrebbero essere tipiche di una personalità e non di un genere.
Le persone che hanno espresso il loro dissenso in maniera così confusionaria e manipolatrice sono solamente due, marito e moglie, che come tutti i genitori erano stati informati della proposta progettuale in sede di assemblea di classe e quella doveva essere la sede preposta ad eventuali chiarimenti o rimostranze. E’ vergognoso che siano state manipolate le parole di una delle due insegnanti che a seguito di certi articoli e video, sono state minacciate e insultate, è deplorevole che si parli “a nome di molti”, quando la solidarietà di tantissimi genitori nei confronti delle insegnanti e del progetto è da subito arrivata con forza e fermezza.”


Così come se non bastasse questo strano periodo che viviamo e che dopo un anno scolastico a metà che costringe ancora i nostri figli ala scuola a singhiozzo ecco che le faccenduole personali e politiche dei “grandi” si giochi sulla pelle dei più piccoli.
Quegli stessi adulti che dovrebbero garantire il loro futuro e la loro serenità sfruttano il “bene dei bambini” per insulse scaramucce che vede, notizia dell'ultim'ora scendere in campo a duellare anche il Popolo della famiglia che vuole dire la sua sotto forma di lettera inviata dal suo referente fiorentino alla Presidente della Commissione Pari opportunità, Donata Bianchi, e all’Assessore all’educazione, Sara Funaro del comune di Firenze dove si legge che: "a nostro parere Il Comune di Firenze piuttosto che censurare i genitori che hanno doverosamente espresso una legittima e fondata preoccupazione, dovrebbe considerare con profondo rispetto il dato di realtà, per il quale i sessi, come dato biologico, sono solo due: maschile e femminile, e non possono essere cambiati. L'uomo e la donna sono rispettivamente tali dalla nascita in ogni loro cellula, e ogni tentativo di alterare questo dato di fatto, non può che portare danni enormi, e talvolta irreversibili, agli sventurati giovani che sono oggetto di queste spietate manovre ideologiche. Quindi, esprimiamo la nostra piena solidarietà anche ai genitori in questione. Siamo dispiaciuti che il Comune di Firenze voglia insistere a promuovere, con la collaborazione dell'Associazione Ireos, la deleteria visione di un mondo transgender.”


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