Marco Ceccantini, presidente UISP Firenze, lancia un appello per lo sport

visibility912 - mercoledì 25 marzo 2020
di Lorenzo Somigli
Marco Ceccantini, presidente UISP Firenze
Marco Ceccantini, presidente UISP Firenze © Uisp

“Molte società sportive sono a rischio fallimento. Bisogna intervenire subito”. È questo in estrema sintesi l’appello che Marco Ceccantini, Presidente del Comitato UISP Firenze, ha diffuso in questi giorni. La preoccupazione per la tenuta dello sport di base di fronte al Coronavirus è tanta.

“Ho lanciato un appello accorato perché il mondo dello sport è veramente importante. Risponde, insieme al volontariato, a tanti bisogni e integra certe lacune della società” dichiara Marco ai nostri microfoni. “Fa crescere i bambini dentro un sistema di valori, aiuta gli anziani ad avere una vita sana, include le persone con disabilità. Intorno allo sport poi c’è tutto un mondo di professioni. Per alcuni è una forma di arrotondamento, per altri però è un vero e proprio lavoro”.

Chi lavora nello sport rischia seriamente di perdere il proprio posto di lavoro con ricadute sociali pesanti. UISP Firenze ha 55 mila soci tesserati, circa 620 società sportive affiliate. Dentro queste operano circa 600 tra tecnici, educatori, istruttori e molto altro. “Queste persone sono senza tutela e per molti è la prima attività. Sono fermi dall’8 marzo e non percepiscono stipendio. Questa disgrazia – sottolinea Ceccantini – dev’essere da sprone per riorganizzare il mondo dello sport non professionistico. È arrivato il momento di codificare questi lavori, di dare loro una rappresentanza, di istituire formule di versamento dei contributi”.

Il rischio che, una volta terminata l’emergenza, molti impianti sportivi restino vuoti è concreto. “Non ci sono incassi. Molte società hanno attivi dei prestiti per gli impianti. Le utenze vanno comunque pagate, come nel caso delle piscine dove le pompe non si possono spegnere altrimenti i danni all’impianto sono gravissimi”.

L’emergenza e il dovere di restare in casa cozza con i valori che UISP ha sempre diffuso. “La UISP ha sempre promosso un messaggio chiaro: facciamo attività insieme. Adesso stiamo dando, giustamente, il messaggio opposto. Quando tutto sarà finito avremo un problema a stare insieme agli altri…”

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