Alessandrò Ingrà, un cabarettista dietro la macchina da presa

Vivere d'arte non è facile in Italia e il Covid-19 ha sospeso tanti progetti.

Redazione Firenze storie di ieri e di oggi
visibility203 - OkFirenze - giovedì 23 aprile 2020

Clip spettacolo Cabaret con Alessandro Ingra' e Massimo Morselli

Clip spettacolo Cabaret con Alessandro Ingra'e Massimo Morselli
Alessandro Ingrà
Alessandro Ingrà © ufficio stampa

Il cinema si è fermato come tutti. Attori e maestranze non sanno quando potranno riprendere davvero la loro attività, fatta di rapporti spesso molto stretti per esigenze di copione. Abbiamo parlato con Alessandro Ingrà attore e regista il cui film dal titolo "Un week end al mare" una commedia thriller insieme ai registi Massimo Di Stefano e Marco Frosini fermato in pre-produzione. Il progetto, infatti era appena partito, e tutto si è sospeso perché non è possibile per certi lavori proseguire in smart working.

Ingrà è un artista di oggi cioè versatile: dal palco alla macchina da presa. Un attore, un cabarettista ma anche un regista. Nato a Firenze, la voglia di recitare è arrivata abbastanza presto mentre il passaggio dietro la macchina da presa è iniziato nel 2012. Con Massimo Di Stefano e Marco Frosini nel 2013 gira il film giallo/thriller "Storia di un Inganno", ambientato in Toscana, tra Greve in Chianti, Firenze e Fiesole, film uscito al cinema e in TV.

Alessandro quando è nata la tua voglia di dedicarti alla regia?

Dopo aver frequentato la scuola di cinema Immagina mi sono reso conto che un attore è come un corridore, deve conoscere bene anche il motore, essere un po’ meccanico, per capire e sentire le sfumature del suo motore.Il primo film lo avevo pensato in chiave comica ma poi lo abbiamo trasformato facendo recitare attori come Niki Giustini, Graziano Salvadori, Sergio Forconi, Gianni Giannini, in versione thriller.

Si vive di cinema e teatro oggi?

No, non tutti ci riescono. È un lavoro altalenante e devi avere qualche altra cosa da fare altrimenti non riesci ad affrontare la vita di tutti i giorni. Per questo faccio spettacoli di cabaret con l’associazione “Cabaret, musica e dintorni” che condivido con due comici romagnoli Massimo Morselli e Michele Davalli.

Un buon lavoro?

Prima del blocco abbiamo lavorato molto, in dicembre non avevamo una data libera per esempio. Almeno fino a fine gennaio poi avevo iniziato il film. Tutto si è fermato, sospeso e chissà quando potremo riprendere e in che modo.

Come vivi questo momento?

Per noi artisti sarà difficile riprendere davvero il lavoro fino a che il contagio non sarà a zero. Però penso a tutti coloro che sono in prima linea e non mi lamento. Certamente questo isolamento ha sviluppato la creatività e le idee non mancano, aspettiamo solo il tempo in cui potremo realizzarle.

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