Nonostante un’estate caratterizzata da temperature ben oltre la media climatica, la Toscana non registra al momento particolari criticità sul fronte della disponibilità idrica. È quanto emerge dal quadro che la Regione presenterà all’Osservatorio permanente sugli utilizzi delle risorse idriche del Distretto dell’Appennino Settentrionale.
Le abbondanti precipitazioni dell’inverno e della tarda primavera hanno infatti compensato gli effetti delle ripetute ondate di calore, mantenendo soddisfacenti le riserve d’acqua.
“Il quadro evidenzia una situazione complessivamente favorevole per la disponibilità della risorsa idrica regionale – sottolinea il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani –. Nonostante il forte stress termico, i dati su corsi d’acqua e invasi ci consentono di affrontare questo periodo con maggiore serenità, pur mantenendo alta l’attenzione”.
Sulla stessa linea il sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika, che invita cittadini, imprese ed enti gestori a non abbassare la guardia: “L’assenza di criticità non deve indurre a sprecare acqua. È importante adottare comportamenti virtuosi e proseguire negli investimenti per il recupero e la realizzazione di nuovi invasi, fondamentali sia per l’agricoltura sia per la protezione civile”.
I dati regionali evidenziano un lieve surplus di precipitazioni nel mese di luglio rispetto alla media del periodo 1991-2020 e un bilancio positivo anche considerando gli ultimi tre e sei mesi, con l’eccezione di alcune aree costiere dove si registrano condizioni più secche.
Anche i principali corsi d’acqua mantengono portate generalmente soddisfacenti. I bacini del Serchio e dell’Arno presentano livelli mediamente elevati, mentre quelli del Cecina e dell’Ombrone grossetano, pur mostrando valori leggermente inferiori ai deflussi minimi di riferimento, restano in condizioni migliori rispetto alle precedenti annate di siccità.
Positivo anche il quadro degli invasi. Al 31 luglio 2026 il lago di Bilancino conteneva circa 59 milioni di metri cubi d’acqua, pari all’85% della capacità, un valore sostanzialmente in linea con quello registrato nello stesso periodo del 2025. Situazione analoga per l’invaso di Montedoglio, mentre le falde sotterranee presentano livelli generalmente nella norma.
Le aree che richiedono un monitoraggio più attento restano l’Alto Valdarno, il bacino del Cecina, la costa livornese e la zona di Migliarino-Torre del Lago, dove le disponibilità risultano localmente più sensibili.






