Firenze

Cpr a Sesto Fiorentino, i Giovani Democratici: “Il territorio non si tocca”

La nota si conclude con una proposta alternativa sulle politiche migratorie. Taddei, Aboulmachayl e Bruni chiedono un modello...

Giovani Democratici della Toscana

I Giovani Democratici della Toscana e di Sesto Fiorentino intervengono sulla proposta avanzata dal capogruppo regionale di Forza Italia Marco Stella di realizzare un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Sesto Fiorentino. In una nota congiunta, il segretario regionale dei GD Bernardo Taddei, il presidente regionale Sofian Aboulmachayl e il segretario dei GD di Sesto Fiorentino Tommaso Bruni definiscono l’ipotesi una scelta che, a loro giudizio, non risponderebbe alle esigenze del territorio.

Gli esponenti dem contestano innanzitutto l’idea di individuare Sesto Fiorentino come sede “ideale” sulla base della presenza di aree periferiche. Secondo Taddei, Aboulmachayl e Bruni, gli spazi indicati rappresentano invece luoghi legati alla vita quotidiana della comunità e al patrimonio verde della Piana. I GD sostengono quindi che eventuali decisioni sulla localizzazione di strutture di questo tipo debbano coinvolgere direttamente gli enti locali e le comunità interessate.

Nel loro intervento, i tre rappresentanti richiamano inoltre il dibattito nazionale degli ultimi anni sui Cpr e sugli hotspot, citando le ipotesi avanzate in diverse località, tra cui Prato, Collesalvetti e Aulla. A loro giudizio, dopo anni di annunci il bilancio sarebbe quello di nessuna nuova struttura effettivamente realizzata sul territorio nazionale, mentre viene criticato l’investimento destinato al centro per migranti realizzato in Albania.

Un altro tema sollevato riguarda le condizioni di permanenza nei Cpr e il ruolo dei medici. I Giovani Democratici contestano quella che definiscono una pressione nei confronti dei sanitari chiamati a certificare l’idoneità delle persone a permanere nelle strutture. Nel documento viene richiamata anche l’attività di organismi e associazioni che negli anni hanno denunciato criticità nelle condizioni di vita all’interno dei centri. Per i GD, la tutela della salute dovrebbe rimanere un elemento centrale nella gestione delle strutture.

La nota si conclude con una proposta alternativa sulle politiche migratorie. Taddei, Aboulmachayl e Bruni chiedono un modello fondato, secondo la loro posizione, su canali di ingresso regolari, percorsi di inclusione e strumenti legati a scuola, casa, lingua e lavoro. Tra le richieste figura anche il superamento della legge Bossi-Fini, indicata dai tre come una delle cause delle difficoltà nella gestione dell’immigrazione irregolare.

I Giovani Democratici ribadiscono infine la loro contrarietà alla realizzazione di un Cpr in Toscana e annunciano l’intenzione di proseguire la mobilitazione contro l’ipotesi di Sesto Fiorentino. Le dichiarazioni si inseriscono nel confronto politico regionale sulle modalità di gestione dei flussi migratori e sulla localizzazione delle strutture destinate al rimpatrio.

Change privacy settings
×