Firenze

Firenze, due misure cautelari per la rapina alla gioielleria di San Donato

Il secondo indagato, invece, si sarebbe allontanato dall’Italia dopo la rapina. Gli investigatori lo hanno rintracciato a Roma...

Polizia - Immagine di repertorio

La Polizia di Stato di Firenze ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini, un cittadino italiano di 33 anni e un cittadino tunisino di 48 anni, ritenuti gravemente indiziati, allo stato degli atti, di rapina aggravata in concorso e porto di oggetti atti a offendere. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica.

L’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra Mobile fiorentina e ha riguardato una rapina avvenuta il 15 aprile 2026 ai danni di una gioielleria situata in via Ragghianti, all’interno del centro commerciale “San Donato”. Gli investigatori hanno analizzato anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, ricostruendo i movimenti dei due indagati e arrivando alla loro identificazione come presunti autori del colpo.

Secondo la ricostruzione della Polizia, il 48enne avrebbe svolto il ruolo di “palo” all’esterno del centro commerciale, mentre il 33enne sarebbe entrato nella gioielleria. Qui, secondo quanto contestato dagli inquirenti, avrebbe minacciato un dipendente utilizzando una pistola e si sarebbe impossessato di gioielli per un valore complessivo di circa 111 mila euro. I due uomini si sarebbero quindi allontanati insieme prima dell’arrivo delle pattuglie della Polizia di Stato.

Il 33enne si trova già detenuto nel carcere di Sollicciano in relazione a un altro procedimento. L’uomo era stato infatti arrestato in flagranza dagli agenti della Squadra Mobile nell’ambito delle indagini successive alla rapina di via Ragghianti, dopo essere stato individuato mentre avrebbe tentato una rapina ai danni di una gioielleria di Ponte Vecchio. La nuova misura cautelare è stata quindi notificata direttamente presso la casa circondariale fiorentina.

Il secondo indagato, invece, si sarebbe allontanato dall’Italia dopo la rapina. Gli investigatori lo hanno rintracciato a Roma, presso l’aeroporto di Fiumicino, al momento del suo rientro nel territorio nazionale. Anche nei suoi confronti è stata quindi eseguita la misura cautelare disposta dal Gip.

L’indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze e ha portato all’adozione delle misure sulla base degli elementi raccolti nella fase investigativa. La Polizia di Stato precisa che la responsabilità degli indagati e la fondatezza delle accuse dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento giudiziario. Entrambi sono assistiti dalla presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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