Con l’apertura delle scuole, Firenze si prepara all’ennesima prova di resistenza: tra cantieri infiniti, traffico paralizzato e l’invito dell’amministrazione a “lasciare l’auto a casa”.
I fiorentini, già prigionieri del labirinto caotico dei cantieri della tramvia – quel treno novecentesco che sta violentando l’unica circonvallazione della città – da domani, con l’inizio della scuola, saranno ancora più nei guai.
L’amministrazione, nel rassicurare che saranno in campo 27 pattuglie di vigili urbani e l’onnipresente multificio elettronico noto come “Cerbero”, fornisce due informazioni preziose: che la polizia municipale esiste, ma solo per punire i fiorentini e non per garantirne la sicurezza, e che intimidazione e sanzione restano le uniche armi con cui dialoga con i cittadini, ai quali si chiede però di “lasciare l’auto a casa” e “avere pazienza”.
I cantieri hanno ridotto la viabilità a imbuto, rendendo impossibile spostarsi in auto: oggi attraversare Firenze richiede più tempo che volare a Roma o andare in treno a Ferrara come hanno dimostrato in una prova sul campo i colleghi de La Nazione.
Da domani, con la riapertura delle scuole, arriverà la prova del nove dell'impatto sulla città di mega-cantieri mal pianificati, mal gestiti e spesso fantasma.
E a proposito di scuole, il vero spettacolo si vedrà soprattutto in viale Matteotti e in viale Giannotti, dove con una “programmazione illuminata” i cantieri sono stati piazzati proprio davanti a due istituti scolastici.
Naturalmente aperti ad agosto inoltrato, e non da netà giugno quando le scuole erano chiuse. Geniale.
Sempre in viale Giannotti, come se non bastasse, si è dovuti ricorrere a un’ulteriore “asfaltatura temporanea”: l’idea brillante di asfaltare provvisoriamente i binari già posati (articolo qui) per poi rifare il marciapiede è durata lo spazio di un mattino, lasciando buche pericolose soprattutto per chi viaggia su due ruote come abbiamo denunciato anche noi (leggi qui).
Nel frattempo, la sindaca continua a predicare ai fiorentini di “lasciare l’auto a casa e usare mezzi alternativi”, come se vivesse in un mondo parallelo dove non esistono famiglie, impegni, lavori da raggiungere e mezzi pubblici inadeguati.
Evidentemente però, anche lei si è accorta della gestione cervellotica del traffico e dei cantieri del suo assessore, che non sa far altro che chiedere “pazienza”.
E così, come a uno scolaretto in ritardo con il programma, gli ha affiancato un tutor, ovviamente a spese dei cittadini.
Perché, oltre allo stipendio dell’assessore “commissariato”, i fiorentini pagano da anche quello del super-esperto appena assunto da Palazzo Vecchio.
Domani non resta che dire: tanti auguri e buona fortuna a chi dovrà avventurarsi nella giungla del traffico fiorentino, paralizzato da una giunta che insiste a portare avanti un progetto vecchio di quarant’anni e già bocciato dalla storia.












