Firenze

Ipnosi clinica in sala operatoria. L’esperienza innovativa della cardiologia dell’Annunziata

Secondo i professionisti coinvolti, l’ipnosi può contribuire a ridurre il ricorso ai farmaci sedativi e a limitare alcuni possibili...

Il team con la dottoressa Tania Chechi (al centro da destra)

L’ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze sta sviluppando un nuovo approccio nell’ambito delle procedure cardiologiche complesse attraverso l’utilizzo dell’ipnosi clinica come supporto all’anestesia tradizionale. La metodica, introdotta nella struttura da circa due anni, è stata applicata con successo in 15 casi e rappresenta una possibile evoluzione nella gestione dei pazienti sottoposti a interventi invasivi che richiedono particolare attenzione al controllo del dolore, dell’ansia e dello stress.

Il progetto coinvolge la struttura complessa di Cardiologia diretta da Tania Chechi, dove l’ipnosi viene impiegata durante procedure di cardiologia interventistica, elettrofisiologia e trattamenti per patologie coronariche complesse. L’obiettivo è offrire un’alternativa o un’integrazione alla sedazione farmacologica, soprattutto nei casi in cui il paziente non necessita di intubazione ma deve mantenere una posizione stabile per tempi prolungati durante procedure potenzialmente dolorose o emotivamente impegnative.

All’interno del percorso sono state formate nuove figure professionali abilitate alla pratica dell’ipnosi clinica, tra cui la cardiologa Elena Crudeli e l’infermiera Laura Benucci. Il lavoro viene svolto in collaborazione con il team anestesiologico guidato da Simone Cipani e con il personale infermieristico coordinato da Alice Zanchi, con l’obiettivo di garantire una gestione integrata e sicura del paziente.

Secondo i professionisti coinvolti, l’ipnosi può contribuire a ridurre il ricorso ai farmaci sedativi e a limitare alcuni possibili effetti collaterali, in particolare nei pazienti anziani o fragili, per i quali l’anestesia generale può comportare maggiori rischi a livello respiratorio, cardiovascolare o cognitivo. La tecnica permette inoltre di favorire un ambiente operatorio più tranquillo, migliorando la percezione dell’esperienza da parte del paziente e degli operatori sanitari.

La responsabile della Cardiologia ha evidenziato come non tutti i pazienti siano adatti a questo tipo di trattamento e come la scelta dell’ipnosi debba essere valutata caso per caso, in base alla procedura prevista e alle caratteristiche individuali. Tuttavia, i pazienti coinvolti hanno riferito un’esperienza positiva, descrivendo il percorso come meno traumatico rispetto alle aspettative iniziali.

Il progetto rappresenta un esempio di medicina orientata all’umanizzazione delle cure e alla personalizzazione dei trattamenti. La struttura sta inoltre lavorando alla definizione di un protocollo di studio che permetterà di analizzare con strumenti scientifici gli effetti dell’ipnosi attraverso indicatori validati per la valutazione dell’ansia e del dolore.

L’iniziativa, ancora in fase iniziale, potrebbe aprire nuovi scenari per la cardiologia e l’anestesia dell’ospedale Santa Maria Annunziata e, in prospettiva, favorire l’applicazione della metodica anche in altre strutture sanitarie dell’Azienda.

Change privacy settings
×