Firenze

Polizia di Prossimità, i residenti dell’area Duomo criticano il bilancio del nuovo servizio

Nel documento diffuso dal gruppo si evidenzia come, nei primi 46 giorni di attività, siano stati effettuati quasi tutti i 40 servizi...

Piazza D'uomo

A quasi due mesi dall’avvio del servizio di polizia di prossimità nel Comune di Firenze, il Gruppo Residenti Area Duomo esprime un giudizio fortemente critico sull’efficacia del progetto, ritenendo che i risultati ottenuti siano inferiori alle aspettative e non adeguati alle esigenze della città. Secondo il comitato, l’iniziativa, partita il 5 maggio scorso e prevista dal programma elettorale dell’amministrazione comunale, sarebbe stata introdotta soprattutto per rispondere alle richieste avanzate negli anni da numerosi cittadini e da sedici comitati, che avevano anche elaborato una proposta alternativa di organizzazione del servizio.

Nel documento diffuso dal gruppo si evidenzia come, nei primi 46 giorni di attività, siano stati effettuati quasi tutti i 40 servizi settimanali previsti. Tuttavia, secondo i firmatari, il numero degli interventi risulterebbe insufficiente per una realtà come Firenze e per i cinque quartieri coinvolti, con una media di poco più di un servizio giornaliero per ciascun quartiere.

Le principali osservazioni riguardano soprattutto i risultati operativi. I dati resi pubblici parlano di circa cento persone identificate e di una denuncia ogni oltre due giorni di attività. Per il Gruppo Residenti Area Duomo si tratta di numeri che non rispecchierebbero la reale entità delle criticità presenti sul territorio e che non sarebbero in linea con gli obiettivi dichiarati al momento dell’avvio del progetto.

Il comitato sottolinea inoltre che il servizio della Polizia Municipale non può sostituire il ruolo delle Forze di Polizia statali nel contrasto ai reati, ma ritiene che il modello adottato avrebbe dovuto produrre un’azione più incisiva sul piano della prevenzione e del controllo del territorio. Come esempio viene citato il fenomeno del cosiddetto “gioco delle tre carte”, particolarmente diffuso nel centro storico, che secondo il gruppo richiederebbe un’attività di controllo continuativa e più strutturata.

Nella nota vengono inoltre rivolte critiche all’impostazione complessiva del progetto. Secondo i residenti, sarebbe stato preferibile riproporre il modello del “vigile di quartiere”, già sperimentato tra il 2017 e il 2019 e ritenuto dagli stessi promotori più efficace. Il comitato sostiene che quella proposta, elaborata con il contributo di cittadini ed esperti del settore e definita a costo zero, non sarebbe stata presa in considerazione dall’amministrazione.

Il Gruppo Residenti Area Duomo precisa infine che le proprie osservazioni non sono rivolte agli agenti della Polizia Municipale, ai quali viene riconosciuto il ruolo di esecutori delle direttive organizzative e politiche. Le critiche sono invece indirizzate alle scelte dell’amministrazione comunale, accusata di aver privilegiato un modello ritenuto poco efficace e di non aver valorizzato le proposte avanzate dai cittadini. Secondo il comitato, i risultati finora comunicati meritano una riflessione sull’impostazione del servizio e sulle future strategie per il controllo del territorio.

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