La commissione Cultura ha espresso parere favorevole, a maggioranza, alla proposta di modifica dello statuto della Fondazione Teatro della Toscana, intervenendo su un insieme di adeguamenti normativi e organizzativi finalizzati a rivedere la governance dell’ente. La decisione è arrivata al termine dell’esame del provvedimento, che recepisce anche alcune osservazioni tecniche contenute nel parere di legittimità.
A favore si sono espressi la presidente della commissione, Diletta Fallani (Alleanza Verdi e Sinistra), insieme ai consiglieri del Partito Democratico Simona Querci e Jacopo Melio. Parere contrario, invece, da parte del consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Zoppini, che ha motivato la propria posizione critica rispetto all’impianto complessivo delle modifiche.
Secondo quanto illustrato in sede istituzionale, gli interventi sullo statuto si rendono necessari per adeguare la struttura della Fondazione alle disposizioni previste dal decreto del Ministero della Cultura, con l’obiettivo dichiarato di rendere più snelli i meccanismi decisionali e gestionali. La Fondazione Teatro della Toscana, che vede tra i propri soci la Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Città Metropolitana di Firenze e il Ministero della Cultura, viene così interessata da un processo di revisione della propria governance.
Tra le modifiche più rilevanti figura la separazione tra la figura del direttore generale e quella del direttore artistico, con una ridefinizione più netta delle rispettive competenze. È inoltre prevista, in caso di rinnovo dello status di Teatro Nazionale, l’introduzione della figura del direttore artistico junior, elemento che rappresenta una novità nell’assetto organizzativo dell’ente. Ulteriori cambiamenti riguardano il Consiglio di amministrazione, al quale viene attribuito il potere di nomina del direttore artistico e la responsabilità di definire il documento programmatico annuale sulla base dei contributi storici.
Nel dibattito politico è emersa anche una posizione critica rispetto all’impianto delle riforme. Il consigliere Zoppini ha evidenziato come, a suo avviso, non sarebbe stata necessaria una revisione statutaria per il ruolo del Teatro della città, sottolineando invece il rischio di una sovrapposizione tra la dimensione di teatro cittadino e l’ambizione a teatro nazionale. Le modifiche, secondo questa lettura, introdurrebbero una complessità organizzativa che potrebbe non risolvere alcune delle tensioni già presenti nella governance dell’istituzione culturale.
Il provvedimento proseguirà ora il suo iter istituzionale, nell’ambito del processo di aggiornamento degli assetti organizzativi degli enti culturali regionali.






