Un grande Maestro e una Regina per Dante Alighieri

Corrado Veneziano e Regina Schrecker in mostra per Dante alla Biblioteca Nazionale fino al 23 aprile.

Cultura
visibility60 - lunedì 29 marzo 2021
di Redazione
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Regina Schrecker con il suo abito
Regina Schrecker con il suo abito © Ok!News24

Difficile davvero districarsi fra i tanti eventi con cui Firenze celebra il suo Sommo Poeta.
Con il Dantedì del 25 marzo, giorno in cui Dante inizio il suo “viaggio” nell'Inferno, si sono aperte in tutta Italia le celebrazioni e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze lo fa ospitando fino al 23 aprile due nomi grossi dell'arte figurativa italiana riuniti in un unico progetto.
Una preziosa anteprima di quella che sarà una grande mostra capitolina che da fine maggio sarà visibile al Conservatorio Nazionale di Santa Cecilia.

A Firenze in mostra 3 delle 33 opere del ciclo pittorico dedicato alla Divina Commedia da Corrado Veneziano unico artista vivente presente con una mostra personale nel programma ufficiale del cartellone del Ministero della Cultura dedicato al 700° anniversario dantesco.

Le tre opere esposte a Firenze, dedicate rispettivamente all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso, e che sintetizzano la sostanza di quella grande “architettura letteraria” che è la Commedia (su ogni tela Veneziano ha dipinto le linee che mimano gli ISBN delle Divine Commedie stampate in Italia negli ultimi anni che passo assomigliane a graffi e a creare una nuova connessione fra linguaggi, è riportato di volta in volta un verso tratto da ognuno dei Canti, spesso anche “tradotto” in Codice Morse.

Ma per Dante un artista era poco e così insieme a Veneziano a celebrare il Sommo Poeta attraverso l'arte figurativa è la stilista Regina Schrecker con tre abiti realizzati per l'occasione dedicati ad altrettante figure femminili della Divina Commedia.
Nella preview fiorentina sarà possibile ammirare l'abito con cui la stilista interpreta una delle figure più struggenti del poema ovvero quella Francesca da Rimini protagonista del V canto dell'Inferno.
Per l'abito la stilista si è ispirata ad un dipinto della galleria degli Uffizi dipinto nel 1810 da Nicola Monti.
La storia di Francesca protagonista di una storia d'amore breve, intensa ma impossibile col cognato Paolo e uccisa per mano del marito Giangiotto Malatesta tocca al cuore Dante che addirittura perde i sensi ad ascoltare il racconto.

L'amore intenso, la passione ancora viva nei due giovani che hanno grande rimpianto per la vita terrena e nessuna speranza di raggiungere Dio sono fra i drappeggi dell'abito artigianale di Regina Schrecker che si perdono in un taglio essenziale e nei colori brillanti ma sobri adatti a una giovane donna sposata è liberamente ispirata al periodo storico vissuto da Dante senza voler pretendere di essere un costume d’epoca.

Ho scelto di rappresentare con il mio abito Francesca da Rimini perché è la protagonista del V canto dell’Inferno – spiega Regina Schrecker e rappresenta l’amore terreno. L’amore è una delle chiavi di lettura della Divina Commedia che “move il sole e l'altre stelle”.
Nell’opera dantesca, infatti, questa parola ricorre 139 volte e aumenta via via che ci si avvicina al Paradiso. Dante la cita 19 volte nell’Inferno, 50 volte nel Purgatorio e 7 nel paradiso partendo dell’amore carnale e terreno nell’Infermo e arrivando a quello puro nel Paradiso.

Francesca è raffigurata con un raffinato abito in seta rossa – continua la stilista – maniche lunghe, doppie, con una sontuosa sottogonna, sempre in pesante seta, in colore contrastante di un verde scuro tendente al blu notte. Colori che già da soli rappresentano la passione, la speranza e la sacralità”.
Le altre due donne a cui la stilista fiorentina d'adozione ha voluto donare la sua interpretazione sono la maremmana Pia de'Tolomei di cui sappiamo poca storia e tanta leggenda e dulcis in fundo non poteva mancare l'adulata Beatrice.
Tre abiti non banali per la scelta delle tre donne, per l'idea creativa e realizzativa e soprattutto perché in epoca di pandemia non era davvero facile riuscirci perché l'alto artigianato di cui si nutrono i grandi interpreti della moda sono fra quelli più penalizzati dalla recessione economica.

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