Regionali, primo scontro Giani-Ceccardi. "Candidata al guinzaglio", la replica: "Sessista"

Politica
visibility22 - lunedì 29 giugno 2020
di Alessia Benelli
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Eugenio Giani e Susanna Ceccardi
Eugenio Giani e Susanna Ceccardi © n.c

E' partita la campagna elettorale per la corsa alla poltrona di presidente della Regione Toscana e il primo scontro fra i principali schieramenti che si contendono la guida della Regione si contraddistingue per una mancanza di fair play.

Ieri mattina il Corriere Fiorentino ha pubblicato un'intervista al presidente del consiglio regionale e candidato governatore della coalizione di centro-sinistra Eugenio Giani. L'esponente del Pd ha affermato: "In Emilia Romagna i leghisti dicevano le stesse cose. Mi sono sentito con il presidente Bonaccini l'altro giorno ed ho subito capito: stanno facendo una campagna fotocopia, dove il mio avversario è Salvini che si porta dietro al guinzaglio una candidata". Giani voleva sottolineare il fatto che Ceccardi (di fatto la sua investitura è arrivata solo la settimana scorsa) è un candidato debole e che Salvini cercherà di personalizzare anche questa campagna elettorale utilizzando però la metafora del cane al guinzaglio è stato immediatamente tacciato di sessismo.

Nel giro di poche ore Ceccardi ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook in cui ha scritto: "Non voglio fare la vittima, una certa sinistra griderebbe allo scandalo se un nostro esponente dicesse a una donna dello schieramento avversario che è buona soltanto a stare al guinzaglio come una cagna: si leverebbero le grida di indignazione a livello internazionale".

Giani ha poi cercato di difendersi con un lungo post sul social network di Zuckenberg: "Non accetto lezioni da un partito fondato sul culto del maschio forte al comando che svilisce i propri candidati utilizzandoli per fini che non hanno niente a che vedere con i temi politici e amministrativi che interessano la Toscana".

Da ieri si stanno susseguendo messaggi di solidarietà a Ceccardi da esponenti di centro-destra e centro-sinistra. Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, ha dichiarato: "Così Eugenio Giani, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, ha commentato la candidatura di Susanna Ceccardi. Un linguaggio e un pensiero che manifesta una misoginia diffusa e strisciante che va assolutamente combattuta". Mentre il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli ha definito la frase del candidato del centrosinistra “volgare, sessista, sprezzante del civile confronto democratico. Una donna di destra non può secondo lui essere libera”.

Solidarietà anche da parte di Serena Spinelli ex Mdp-Articolo 1 che sostiene la candidatura di Giani per la formazione 2020 a Sinistra. "Rimango colpita da queste parole di Eugenio Giani, riportate in un'intervista - ha commentato il consigliere regionale -. Parole che spero non rivelino il pensiero che le donne, in politica e nelle vita, sono comunque sempre guidate da un uomo. Purtroppo c'è uno strisciante linguaggio sessista, da destra a sinistra, che sembra incapace di accettare una realtà che ci vede libere di scegliere, autonome, convinte delle nostre azioni, capaci di portare avanti con coerenza le nostre idee, senza che ci sia nessun uomo a consentircelo”.

“Personalmente - continua Spinelli - non condivido nulla delle idee, degli atteggiamenti, delle strategie politiche di Susanna Ceccardi, ma non si può parlare in questi termini di una donna. E men che meno può farlo un uomo parlando di una sua avversaria politica. Invito davvero il Presidente Giani a usare un linguaggio diverso”.


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