Trenta fotografie storiche per ripercorrere una delle pagine più drammatiche della storia del Valdarno e ricordare la capacità di una comunità di reagire alla devastazione. È stata inaugurata mercoledì 4 novembre, al piano terra di Palazzo Pretorio a Figline, una mostra dedicata all’alluvione che il 4 novembre 1966 colpì il territorio, provocando ingenti danni e mettendo in difficoltà numerose famiglie.
L’esposizione raccoglie trenta immagini realizzate dal Circolo Fotografico Arno e provenienti dall’archivio comunale. Gli scatti documentano le conseguenze dell’esondazione e restituiscono la dimensione di una tragedia che non interessò soltanto Firenze, ma coinvolse profondamente anche il Valdarno.
Nel territorio di Figline e Incisa Valdarno, l’Arno uscì dagli argini in diversi punti, sommergendo abitazioni, magazzini, stalle e attività produttive. Molte famiglie furono costrette a cercare riparo ai piani superiori delle case, mentre le frane provocate dalle successive condizioni di instabilità del territorio isolarono frazioni e poderi, rendendo più difficili le operazioni di soccorso.
Alle immagini della distruzione si affianca il ricordo della solidarietà che caratterizzò i giorni successivi all’alluvione. Uomini, donne e giovani si mobilitarono per liberare le strade dal fango, soccorrere i vicini e contribuire alla ricostruzione della vita quotidiana. Una risposta collettiva che rappresentò un esempio concreto di resilienza e collaborazione.
La memoria di quei giorni si collega anche alle politiche attuali di prevenzione del rischio idraulico. Il territorio di Figline e Incisa Valdarno ha infatti contribuito alla realizzazione delle casse di espansione di Restone e Pizziconi, attraverso la destinazione di ampie superfici di terreno alla riduzione del rischio di alluvioni lungo il corso dell’Arno.
«Queste fotografie raccontano il dolore di tante famiglie e la forza di una comunità che seppe aiutarsi e ripartire con determinazione e coraggio», ha dichiarato il sindaco David Ermini. La mostra, ha aggiunto, rappresenta anche un’occasione per trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di quanto accaduto e rafforzare la consapevolezza dell’importanza della prevenzione e della cura del territorio.
L’esposizione sarà visitabile gratuitamente a Palazzo Pretorio fino a domenica 8 novembre 2026. Un’occasione per ricordare il passato e riflettere sull’importanza della sicurezza idraulica e della responsabilità condivisa nella tutela del territorio.






