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Firenze, il sacco dei rifiuti delle attività sotto la lente di Comune e residenti

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Per un’attività fiorentina il sacco dei rifiuti ha cambiato natura. Da contenitore anonimo, destinato a sparire nel primo cassonetto disponibile, è diventato un oggetto riconducibile a chi lo produce. Nelle zone servite dal porta a porta i contenitori assegnati alle utenze portano un tag di riconoscimento, mentre gli ispettori ambientali di Plures Alia ispezionano i sacchi, in particolare nel centro storico, per verificare che cosa contengono e come sono stati esposti. Ristoranti, alberghi, negozi e imprese di pulizia si muovono dentro questo cambiamento, che in città viene raccontato da punti di vista molto diversi.

Il sacco visto da Palazzo Vecchio, dal gestore e dalla strada

Per l’amministrazione comunale il controllo dei conferimenti è una questione di equità prima ancora che di pulizia. A febbraio è stato presentato il bilancio dell’attività ispettiva. In quell’occasione la vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani ha legato controlli e sanzioni al sostegno di chi differenzia correttamente e al contrasto dell’evasione della Tari. La sua sintesi: «Il decoro di Firenze passa necessariamente da questo patto di legalità e civismo».

Sulla stessa linea si colloca il gestore del servizio. Il presidente di Plures Alia, Lorenzo Perra, ha osservato che il calo delle sanzioni a fronte di controlli più intensi indica la direzione giusta. Ha poi collegato il rispetto delle regole sui rifiuti alla reputazione di una città esposta ogni giorno allo sguardo internazionale.

Dalla strada la prospettiva cambia. In una lettera pubblicata da FirenzeToday, un residente del centro storico descriveva i cassonetti della zona intasati da «enormi sacchi prodotti da alberghi e ristoranti». I rifiuti, scriveva, restavano accumulati all’esterno fino al passaggio successivo della raccolta. Mettendo a confronto le voci emerge un tema che le accomuna: il modo in cui i rifiuti vengono preparati prima di lasciare il locale, e il peso che le attività, con i loro volumi, hanno sul decoro del centro.

I mercati come banco di prova

Un esempio di come la questione venga affrontata insieme alle imprese arriva dai mercati settimanali. Il progetto Ecomercato è partito dalle Cascine e ora si estende a Sant’Ambrogio, Cure, Acciaioli al Galluzzo, Isolotto e Dalmazia. Nasce da un protocollo tra il Comune, Plures Alia e le associazioni Confartigianato, Cna, Confesercenti e Confcommercio. Agli ambulanti vengono forniti informazioni e strumenti per separare i rifiuti, e il personale dell’ecofurgone si occupa anche della distribuzione dei nuovi sacchi.

I firmatari per le associazioni, Giovanni Guidarelli, Vito Damato, Santino Cannamela e Lorenzo Rosi, hanno sottolineato che l’esperienza pilota ha portato risultati concreti «senza appesantire il lavoro quotidiano». L’indicazione vale anche fuori dai mercati: la gestione dei rifiuti regge quando è organizzata a monte, nei gesti che precedono l’esposizione.

Dentro e fuori la porta

Per chi gestisce un’attività la distinzione pratica passa proprio da qui. Ciò che viene esposto per la raccolta segue le regole del gestore. Nelle zone porta a porta, sacchi e bidoncini consegnati con il kit sono assegnati all’utenza, e Plures Alia li rende disponibili anche in una rete di tabaccherie convenzionate. Ciò che accade prima, nei locali di lavoro, resta invece nelle mani dell’impresa.

Una cucina, il piano di un albergo o le parti comuni di un condominio hanno bidoni interni di dimensioni diverse, rifiuti di peso diverso e ritmi di svuotamento propri. Un’impresa di pulizie che segue più stabili, per esempio, sceglie i sacchi per la spazzatura ad uso professionale in base alla misura del contenitore e allo spessore del film. Si rifornisce da grossisti del settore, cash & carry o e-commerce specializzati come Paluplus, e riserva la dotazione del gestore alla fase di esposizione. Un sacco interno adeguato riduce rotture e travasi, cioè proprio le situazioni che finiscono per sporcare la strada.

Prima di rivedere forniture e procedure conviene verificare quale sistema di raccolta serve la propria strada. Il portale Firenze Città Circolare consente di controllarlo via per via, mentre il sito e l’app di Plures Alia riportano calendari, orari di esposizione e punti di ritiro della dotazione. Colori e formati dei sacchi da usare all’interno vanno poi allineati a quelle indicazioni, che non sono identiche in tutti i Comuni del territorio servito.

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