Il Sindacato autonomo di polizia (SAP) di Firenze interviene sugli scontri avvenuti durante una manifestazione nel capoluogo toscano, denunciando il lancio prolungato di sassi, bottiglie e petardi contro gli agenti impegnati nel servizio di ordine pubblico. A esprimere la posizione del sindacato è Massimo Bartoccini, segretario provinciale del SAP Firenze, in una dichiarazione diffusa il 24 ottobre 2026.
«Sassi, bottiglie, petardi: contro i poliziotti è stato lanciato di tutto, a lungo», afferma Bartoccini, che riferisce di essere stato in strada accanto agli operatori durante gli eventi. Secondo quanto dichiarato dal rappresentante sindacale, nonostante i tentativi di mediazione, alcuni manifestanti avrebbero continuato a cercare il contatto con le forze dell’ordine, mantenendo una forte pressione sugli schieramenti.
Bartoccini sostiene che, sulla base di quanto osservato direttamente, le cariche di alleggerimento siano state utilizzate per ristabilire una distanza di sicurezza e contenere la pressione sugli agenti. Nel suo intervento, il segretario provinciale del SAP esprime apprezzamento per la preparazione, la disciplina e la capacità operativa dei poliziotti, sottolineando la necessità di garantire loro condizioni di sicurezza durante i servizi più impegnativi.
Il sindacato descrive le condotte dei gruppi coinvolti negli scontri come persistenti e, a suo giudizio, organizzate. Bartoccini precisa tuttavia che la responsabilità dei comportamenti violenti non può essere estesa indistintamente a tutti gli studenti, distinguendo chi avrebbe partecipato agli episodi di scontro da chi esercita pacificamente il diritto di manifestare.
Un riconoscimento viene rivolto anche alla questora di Firenze, dottoressa Amato, per il coordinamento del dispositivo di sicurezza e la gestione dell’ordine pubblico. Secondo il SAP, l’operato delle forze di polizia merita attenzione anche in una città a forte vocazione internazionale, frequentata da visitatori provenienti da numerosi Paesi.
Tra le richieste avanzate dal sindacato figurano protocolli operativi più chiari, il mantenimento di adeguate distanze di sicurezza e l’impiego di barriere protettive, comprese transenne antisfondamento, quando la valutazione del rischio ne evidenzi la necessità. L’obiettivo dichiarato è ridurre il pericolo di ferimenti tra gli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico.
Nella parte conclusiva della dichiarazione, Bartoccini invita politica, istituzioni, scuole, famiglie e organizzatori delle manifestazioni a collaborare per isolare i responsabili delle violenze e tutelare chi protesta senza ricorrere allo scontro.
«Il disagio sociale non lo creano i poliziotti. E non si risolve prendendoli a sassate», conclude il segretario provinciale del SAP, ribadendo la posizione del sindacato sulla necessità di distinguere le rivendicazioni sociali dagli episodi di violenza.






