Firenze

Impruneta. Zoppini all’attacco sull’opera Pia Vanni

La controversia risale al 2018, quando l’Opera Pia Vanni mise all’asta un immobile con terreni agricoli situati in località Le Sodera. Alla procedura...

Matteo Zoppini

Si apre un nuovo fronte politico e amministrativo a Impruneta dopo la sentenza del Tribunale di Firenze che ha condannato l’Azienda pubblica di servizi alla persona “Opera Pia Leopoldo e Giovanni Vanni” a restituire oltre 109mila euro alla Società agricola Le Sodera, oltre a circa 20mila euro di spese legali maturate nel corso del contenzioso.

A seguito della decisione del tribunale, i consiglieri comunali del gruppo di opposizione “Voltiamo Pagina”, Matteo Zoppini e Gabriele Franchi, hanno annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti per verificare l’eventuale presenza di un danno erariale legato alla gestione della vicenda da parte dei vertici dell’ASP e alla presunta mancata vigilanza dell’amministrazione comunale.

La controversia risale al 2018, quando l’Opera Pia Vanni mise all’asta un immobile con terreni agricoli situati in località Le Sodera. Alla procedura partecipò un unico soggetto, la società agricola che già conduceva i terreni in affitto, aggiudicandosi il lotto e versando una somma complessiva di oltre 109mila euro tra deposito cauzionale e fondo spese.

Successivamente emersero difformità urbanistiche tra la volumetria dell’immobile e la relativa planimetria catastale, situazione che avrebbe impedito la stipula definitiva del contratto senza un preventivo intervento di sanatoria. Secondo quanto ricostruito dai consiglieri di opposizione, l’ASP avrebbe rifiutato di avviare le procedure necessarie e successivamente trattenuto le somme già versate dalla società agricola, dando origine al contenzioso giudiziario.

La sentenza del Tribunale di Firenze ha ora disposto la restituzione delle somme e il pagamento delle spese legali, alimentando lo scontro politico in consiglio comunale. I consiglieri Zoppini e Franchi sostengono che la gestione della vicenda abbia prodotto un danno economico che ricadrebbe indirettamente sulla collettività, sottolineando come tali risorse avrebbero potuto essere destinate ad attività sociali.

L’opposizione accusa inoltre l’amministrazione comunale di scarsa trasparenza e di non aver esercitato un adeguato controllo sull’operato dell’ASP. Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura contabile per chiedere verifiche sulle eventuali responsabilità amministrative.

La vicenda si inserisce in un quadro di forte tensione politica locale e riporta al centro del dibattito il tema della gestione del patrimonio pubblico e del rapporto tra amministrazione comunale e società partecipate.

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