Firenze

Minori stranieri non accompagnati, il garante toscano chiede di salvaguardare i percorsi di inclusione

Secondo il Garante, le nuove norme potrebbero incidere negativamente sui percorsi di integrazione e autonomia già avviati...

Scaramelli

Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Toscana, Stefano Scaramelli, ha espresso forte preoccupazione per le possibili conseguenze delle nuove disposizioni nazionali in materia di immigrazione e tutela dei minori stranieri non accompagnati. Al centro dell’intervento vi sono il Decreto-Legge 12 giugno 2026, n. 100, relativo all’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo, e il Disegno di Legge immigrazione n. 1869 del 2026, attualmente all’esame del Senato.

Secondo il Garante, le nuove norme potrebbero incidere negativamente sui percorsi di integrazione e autonomia già avviati da molti giovani presenti sul territorio, compromettendo il sistema di protezione costruito negli ultimi anni. In particolare, viene evidenziata la possibile riduzione del cosiddetto prosieguo amministrativo, lo strumento previsto dalla Legge Zampa che consente ai minori stranieri non accompagnati di continuare a beneficiare dell’accompagnamento istituzionale e del supporto dei tutori volontari fino al compimento del ventunesimo anno di età. Il disegno di legge prevede infatti di limitare tale tutela fino ai diciannove anni.

Ulteriori criticità riguardano le procedure accelerate di accertamento dell’età introdotte dal decreto-legge, che, secondo Scaramelli, potrebbero determinare una classificazione non corretta di alcuni giovani come maggiorenni, con il conseguente accesso ridotto alle misure di protezione previste per i minori. Il Garante ritiene che tali procedure debbano continuare a basarsi su un approccio multidisciplinare, capace di valutare ogni situazione nella sua specificità e nel rispetto dei diritti della persona.

Scaramelli sottolinea che un ridimensionamento delle tutele rischierebbe di compromettere i percorsi educativi, scolastici e di inclusione sociale costruiti nel tempo grazie al lavoro delle comunità di accoglienza, dei servizi territoriali e dei tutori volontari. A suo avviso, l’interruzione anticipata di questi percorsi potrebbe esporre giovani particolarmente vulnerabili a situazioni di marginalità e irregolarità proprio nella delicata fase di passaggio verso l’età adulta.

Per questo motivo il Garante rivolge un appello al Parlamento affinché, durante l’iter di conversione del decreto-legge e l’esame del disegno di legge, venga valutato attentamente l’impatto delle nuove disposizioni sui minori stranieri non accompagnati. L’obiettivo indicato è quello di preservare il sistema di tutela volontaria e garantire la continuità dei percorsi di inclusione e autonomia già avviati, evitando che modifiche normative possano compromettere il lavoro svolto negli ultimi anni a favore dei giovani più fragili.

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