Un ordigno bellico da 81 millimetri è stato scoperto nel piazzale antistante la chiesa di San Marco, in via Romana ad Arezzo, da un gruppo di giovani che si trovava sul posto per festeggiare l’inizio dell’anno pastorale. Il ritrovamento ha richiesto l’intervento degli artificieri dell’Esercito, chiamati a valutare e rimuovere in sicurezza il reperto bellico. La notizia ha riacceso l’attenzione su un fenomeno tutt’altro che raro nel territorio toscano: la presenza di residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, ancora oggi rinvenuti in contesti del tutto ordinari.
Il ritrovamento nel piazzale davanti alla chiesa di San Marco
L’episodio si è verificato nel piazzale davanti alla chiesa di San Marco in via Romana, nel cuore di Arezzo. Alcuni ragazzi, presenti per una celebrazione legata all’avvio dell’anno pastorale, si sono imbattuti in quello che si è rivelato essere un mortaio da 81 millimetri. La scoperta ha immediatamente allertato le autorità competenti, che hanno avviato le procedure previste per la gestione di un potenziale ordigno bellico.
Secondo le informazioni disponibili, l’ordigno non è stato considerato in pericolo imminente, ma la sua presenza ha comunque richiesto la massima cautela. In casi come questo, le forze dell’ordine e le autorità militari seguono protocolli precisi: nessuno può avvicinarsi al reperto fino all’arrivo degli specialisti, e l’area viene messa in sicurezza nell’attesa dell’intervento.
Gli artificieri dell’Esercito in azione il 13 ottobre
L’intervento degli artificieri dell’Esercito era programmato per la mattina di martedì 13 ottobre 2026, intorno alle ore 9:00. Gli specialisti del genio militare sono i soggetti istituzionalmente preposti alla bonifica di questo tipo di ritrovamenti: dispongono delle competenze tecniche e delle attrezzature necessarie per classificare, neutralizzare e rimuovere in sicurezza residuati bellici di qualsiasi natura.
Il mortaio da 81 mm è un tipo di proiettile impiegato diffusamente durante il secondo conflitto mondiale da numerosi eserciti, tra cui quelli alleati e le forze tedesche che si contesero il territorio italiano tra il 1943 e il 1945. La provincia di Arezzo fu teatro di scontri significativi durante la Linea Gotica, e non è insolito che il terreno restituisca ancora oggi frammenti o proiettili inesplosi di quell’epoca.
Un fenomeno che riguarda tutta la Toscana
Il ritrovamento di un ordigno bellico ad Arezzo non è un caso isolato nel panorama regionale. La Toscana, attraversata dal fronte di guerra tra il 1943 e il 1944, conserva nel sottosuolo — e talvolta in superficie — una quantità significativa di materiale bellico non detonato. Cantieri edili, lavori agricoli, ma anche semplici passeggiate in aree verdi possono portare alla luce proiettili, bombe a mano, mine o, come in questo caso, mortai.
Le procedure da seguire in caso di ritrovamento sono chiare: non toccare il reperto, allontanarsi dall’area e contattare immediatamente le forze dell’ordine, che a loro volta attivano la catena di intervento militare. Comportamenti improvvisati — come spostare o manomettere l’oggetto — possono trasformare un ritrovamento gestibile in una tragedia.
Il sito ufficiale dell’Esercito Italiano fornisce indicazioni aggiornate sulle attività di bonifica del territorio nazionale e sui comportamenti corretti da adottare in presenza di residuati bellici.
Nessun pericolo immediato per i presenti
Le fonti disponibili indicano che l’ordigno non è stato considerato pericoloso nell’immediatezza del ritrovamento, un elemento che ha consentito di gestire la situazione senza evacuazioni di emergenza o interruzioni prolungate delle attività nella zona. Ciò non ha tuttavia ridotto la serietà dell’intervento: la presenza di qualsiasi residuato bellico richiede sempre una valutazione professionale prima di poter escludere rischi concreti.
La celebrazione pastorale che aveva portato i ragazzi in quel piazzale si è dunque trasformata in un episodio inatteso, concluso — almeno nelle prime fasi — senza conseguenze per le persone presenti. L’operazione di bonifica degli artificieri ha poi messo la parola fine a una vicenda che, pur nella sua eccezionalità percepita, ricorda come il passato bellico del nostro territorio non sia ancora del tutto alle spalle.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






