Il dibattito sulla sicurezza nel settore del food delivery torna al centro dell’attenzione dopo i recenti controlli effettuati dalla Polizia Municipale di Firenze sulla vendita e l’utilizzo di e-bike irregolari. Sul tema è intervenuta Nidil Cgil Firenze, che ha collegato il fenomeno delle biciclette modificate alle condizioni di lavoro dei rider e al sistema organizzativo adottato dalle principali piattaforme di consegna.
Secondo quanto evidenziato dal sindacato, il ciclofattorino rappresenterebbe l’anello più fragile di un modello economico fondato sul pagamento a consegna e su rapporti di lavoro caratterizzati prevalentemente da collaborazioni occasionali o partite IVA. In questo contesto, l’utilizzo di mezzi alterati, in grado di raggiungere velocità superiori e coprire distanze maggiori, sarebbe una conseguenza diretta della necessità di aumentare il numero delle consegne per ottenere compensi sufficienti.
Nella nota viene sottolineato come il guadagno medio per singola consegna si collochi generalmente tra i 2 e i 4 euro lordi, cifra che comprende anche i tempi di attesa presso i ristoranti, i costi di manutenzione del mezzo e le eventuali inefficienze legate ai percorsi suggeriti dalle applicazioni digitali. Secondo Nidil Cgil, tali percorsi risulterebbero spesso poco adeguati alla viabilità urbana reale, incidendo negativamente sui tempi di percorrenza e quindi sulla remunerazione effettiva del lavoro svolto.
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla forte presenza di lavoratori migranti nel settore, molti dei quali si troverebbero in una situazione di maggiore vulnerabilità sociale e linguistica. Questa condizione renderebbe più difficile la piena consapevolezza delle caratteristiche tecniche e della conformità dei mezzi acquistati per svolgere l’attività lavorativa.
Tra le iniziative avviate sul territorio viene citata l’esperienza di Casa Rider, dove sono stati organizzati corsi di formazione in collaborazione con FIAB dedicati alla sicurezza stradale, al rispetto del Codice della Strada e al corretto utilizzo delle biciclette. Ulteriori giornate informative sarebbero già in programma con l’obiettivo di sensibilizzare i lavoratori anche rispetto ai rischi di sanzioni amministrative derivanti dall’utilizzo di mezzi non conformi.
Nidil Cgil sostiene inoltre la necessità di una revisione complessiva del modello di business delle piattaforme di delivery, indicando in particolare la necessità di superare il sistema del cottimo e di rafforzare le tutele contrattuali. Secondo il sindacato, un rapporto di lavoro subordinato comporterebbe maggiori responsabilità per le aziende, comprese quelle relative alla fornitura degli strumenti di lavoro e alla sicurezza dei lavoratori.
A sostegno delle proprie posizioni, il sindacato richiama anche alcune recenti decisioni della magistratura e l’indagine della Procura di Milano che ha coinvolto le piattaforme Glovo e Deliveroo. Secondo Nidil Cgil, tali sviluppi confermerebbero la necessità di una riforma del settore per affrontare problematiche legate a precarietà, sicurezza e sostenibilità del lavoro nel comparto delle consegne a domicilio.






