La Segreteria Provinciale di Firenze di Rifondazione Comunista ha espresso solidarietà ai militanti e ai simpatizzanti del Partito dei CARC coinvolti nelle perquisizioni eseguite dai Carabinieri nella mattinata del 10 giugno a Firenze. L’intervento delle forze dell’ordine, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, sarebbe collegato a un’indagine per presunta diffamazione nei confronti di Marco Carrai, figura pubblica e protagonista negli ultimi anni di un acceso dibattito politico e istituzionale.
Nel documento diffuso dal partito, viene evidenziata una forte preoccupazione per le modalità dell’operazione, ritenute sproporzionate rispetto all’ipotesi di reato contestata. Rifondazione Comunista sottolinea come i procedimenti per diffamazione siano generalmente affrontati attraverso gli ordinari strumenti previsti dall’ordinamento giuridico e ritiene che il ricorso a perquisizioni domiciliari possa avere un effetto intimidatorio non solo nei confronti delle persone direttamente coinvolte, ma anche verso chi partecipa alla vita politica e sociale attraverso forme di dissenso e mobilitazione.
La nota richiama inoltre l’attenzione su un contesto che, secondo il partito, vedrebbe una crescente attività investigativa e di controllo nei confronti di movimenti, associazioni e soggetti politici impegnati in iniziative di protesta. Vengono citati episodi avvenuti negli ultimi anni che hanno coinvolto attivisti e manifestanti, interpretati come segnali di una progressiva intensificazione delle misure repressive nei confronti del dissenso politico.
Rifondazione Comunista ricorda inoltre che le critiche rivolte a Marco Carrai si inseriscono in un confronto pubblico relativo ai suoi incarichi istituzionali e ai ruoli ricoperti in diversi ambiti. Secondo il partito, la richiesta di dimissioni o la contestazione politica di figure pubbliche rappresenterebbero strumenti legittimi del dibattito democratico e dell’esercizio della libertà di espressione garantita dalla Costituzione.
Nel comunicato viene infine ribadita la vicinanza alle persone coinvolte e alle loro famiglie, insieme all’impegno a seguire gli sviluppi della vicenda giudiziaria. Rifondazione Comunista sottolinea la necessità di mantenere alta l’attenzione sul rispetto delle libertà democratiche e sul diritto all’organizzazione politica, auspicando un confronto pubblico e istituzionale sul tema delle garanzie e dei diritti dei cittadini nell’ambito delle attività investigative e giudiziarie.
Si ricorda che le eventuali responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi competenti e che, fino a eventuali sentenze definitive, vale il principio della presunzione di innocenza previsto dall’ordinamento.






