Purè di patate o patate mascé? Una ricetta indimenticabile

Le ricette passano di moda la bontà resta.

Redazione Salute & Gusto
visibility97 - OkFirenze - giovedì 28 maggio 2020
purè
purè © pixabay

A casa mia il purè era uno dei piatti più attesi. Piaceva a tutti e la mamma lo faceva davvero buono. Quando ho conosciuto mio marito ho scoperto che mia suocera invece faceva le “patate mascé. Una ricetta, come tante altre semplice fermo restando che gli ingredienti devono essere di ottima qualità. Le patate mascé è una descrizione che arriva dal francese macher cioè masticare mentre pureé viene da passer cio passare. Comunque sia il purè nelle case fiorentine era ritenuto un contorno da abbinare a varie pietanze.

A ben guardare il piatto è già ricco di per se dove protagoniste sono le patate. Il prezioso tubero entrato nella cucina italiana verso la metà del 1700 anche se era approdata in Europa , e quindi anche in Italia, alla fine verso il 1588. Come sempre lo strano tubero all’inizio non fu visto di buon occhio, anzi per un certo periodo fu anche ritenuto un “apportatore di peste”. Fu poi considerata un alimento per animali e per i poveri ma fu anche grazie alla patata che durante le ultime carestie l’Europa riuscì a sfamare gran parte della popolazione.

Per fare il purè le patate devono essere di quelle farinose altrimenti vi ritroverete con un puré colloso e non soffice come deve essere. Vanno bene quelle che si usano per fare i topini di patate , la ricetta di cui abbiamo già parlato in questa rubrica (ricetta topini di patate).
Quindi prendete delle patate farinose a pasta bianca( circa 500 grammi), lavatele bene e cuocetele con la buccia preferibilmente al vapore. Quando sono ben cotte, fatele freddare e poi sbucciatele e passatele allo schiacciapatate.Se avete fretta sbucciatele e tagliatele a pezzetti ma cuocete sempre a vapore altrimenti inglobano troppa acqua.
A questo punto mettete le patate passate sul fuoco basso e aggiungete ½ litro di latte intero e girate sempre con una frusta per dai 3 ai 5 minuti fino a quando non si rapprende. Aggiungete il burro, del sale e continuate a girare, grattugiate un po’ di noce moscata e avete finito. C’è anche chi aggiunge un po’ di pepe.

Se avete ospiti potete portare in tavola anche il purè bianco, quello rosso ( potete colorate con del pomodoro o con succo di barbabietola, e verde aggiungendo prezzemolo e aglio ben tritati nel frullatore con un po’ di latte.

Buono anche freddo o riscaldato il giorno dopo con un goccio di latte ma di solito non ci arriva: finisce tutto!

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