Un nuovo spazio dedicato al benessere, alla relazione e alla qualità della vita è stato inaugurato nel giardino dell’Hospice di San Felice a Ema, alle porte di Firenze. La struttura, denominata “Pergola del Tempo Ritrovato”, è stata realizzata grazie alla donazione della Saint James Episcopal Church di Firenze, con il contributo delle famiglie dei pazienti, ed è stata presentata ufficialmente in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere.
La pergola è stata concepita come un “healing garden”, un ambiente progettato per offrire sollievo psicologico ed emotivo attraverso il contatto con la natura e il paesaggio circostante. Inserita nel verde del giardino dell’Hospice e affacciata sulle colline fiorentine, l’area è pensata come uno spazio di quiete e condivisione, dove pazienti, familiari e operatori possano ritrovare momenti di serenità e vicinanza umana.
Il nome scelto per il progetto richiama il valore del tempo vissuto al di là della dimensione strettamente sanitaria. L’intento è infatti quello di creare un luogo in cui il tempo non sia scandito esclusivamente dalle cure mediche, ma possa tornare a essere occasione di relazione, contemplazione e qualità della vita. Panchine, ombreggiature e la valorizzazione del contesto naturale contribuiscono a definire un ambiente accogliente e rigenerante.
Durante l’inaugurazione è stato sottolineato il significato simbolico dell’iniziativa, interpretata come un ponte tra il mondo della cura e la comunità. La scelta di presentare il progetto nella giornata dedicata agli infermieri ha voluto evidenziare il ruolo centrale del personale sanitario nei percorsi di accompagnamento e assistenza, in un contesto che punta a umanizzare sempre più le cure palliative e il sostegno ai pazienti.
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti della direzione sanitaria e infermieristica dell’Hospice Firenze-Empoli, insieme ai promotori del progetto, ai volontari e ai professionisti coinvolti nella riqualificazione dell’area verde. Tra questi anche l’architetta Miriana Primorac e la volontaria Kate Parenti, da cui è nata l’idea di trasformare il giardino in uno spazio dedicato al benessere e all’accoglienza.
L’iniziativa rappresenta un esempio di collaborazione tra istituzioni sanitarie, comunità religiosa, volontariato e famiglie, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli spazi destinati all’assistenza e offrire un sostegno umano e relazionale nei momenti più delicati della vita.






